di Francesca Romana Severini
“Il sapere e la conoscenza sono sinonimi di libertà e una vita nell’ignoranza è il pericolo peggiore a cui l’uomo possa andare incontro”.
A pronunciare questa frase è Francesco Gatto, diciottenne di Guidonia Montecelio, che si è appena diplomato con il massimo dei voti, conseguendo anche la lode presso il Liceo Classico Publio Elio Adriano di Tivoli.
Un traguardo importante, che rappresenta la naturale conferma di un percorso di eccellenza: già cinque anni prima, infatti, aveva concluso l’esame di terza media all’Istituto Leonardo Da Vinci di Guidonia, ottenendo il punteggio di 10 e lode.
Francesco Gatto si è diplomato con 100 e lode al Liceo Classico Publio Elio Adriano di Tivoli
Francesco, che ha frequentato la scuola primaria all’Istituto Don Lorenzo Milani, proviene da una famiglia di insegnanti.
La mamma, Rosa Maria Ienuso, è professoressa presso l’Istituto d’Istruzione Superiore Ettore Majorana di Guidonia, mentre il papà, Giuseppe, è il vicepreside dell’Istituto Alberghiero di Palombara.
La sua vita si fonda su un equilibrio fatto di studio, amicizie, viaggi e della passione per il teatro, che lo ha portato a frequentare per tre anni la scuola del Teatro dell’Applauso di Guidonia.
Ammesso all’Università Luiss di Roma, dove da settembre frequenterà la facoltà di Scienze Politiche, Francesco proverà a realizzare un altro sogno: intraprendere la carriera diplomatica oppure lavorare presso un’ambasciata o un’organizzazione internazionale.
Tra obiettivi, idee e determinazione, il diciottenne si racconta ai microfoni di Tiburno.tv.
Sopra e sotto, alcune immagini di Francesco Gatto di Guidonia eccellenza scolastica di Tivoli
Francesco, cosa rappresenta per te il 100 e lode?
<<È un vero e proprio coronamento di cinque anni di impegno costante, oltre ad essere la conferma più importante delle mie capacità e competenze, e dunque non si tratta affatto di un semplice voto, bensì della soddisfazione maggiore della mia vita>>.
Puntavi al massimo dei voti? Te lo aspettavi?
<<Onestamente sì, ma al tempo stesso non ho mai dato nulla per scontato, impegnandomi fino alla fine, e ritengo che solo questo voto rispecchi davvero il mio percorso scolastico, i miei sacrifici e la mia dedizione>>.
Se ti fossi diplomato con un voto inferiore?
<<Non nego che a primo impatto ci sarei rimasto male, più che altro perché sarei stato insoddisfatto di non aver portato a compimento il mio percorso di studi nel migliore dei modi.
Sono fermamente convinto del fatto che i voti non rappresentino in toto ciò che siamo, ma mentirei se dicessi di non dare importanza a una valutazione che, come ho già detto, conferma un impegno non indifferente>>.
Ti sentivi abbastanza preparato per questo esame finale? Avevi ansia o eri tranquillo?
<<All’inizio il tempo per il ripasso mi sembrava insufficiente, mi sono sentito tranquillo e preparato solo dopo aver ultimato la revisione di ogni argomento.
Ad ogni prova la “naturale” agitazione si è trasformata in adrenalina, che mi ha permesso di concentrarmi al meglio e di non farmi prendere dall’ansia>>.
Il tuo percorso di studi ti ha preparato a questo esame finale oppure avresti preferito che fosse diverso? Se sì, come?
<<La preparazione che il liceo classico fornisce è unica e completa: sicuramente, il buon metodo di studio e la capacità critica adeguata mi hanno permesso di affrontare al meglio l’esame.
Ho inoltre potuto appurare come gli argomenti ben spiegati e approfonditi durante l’anno siano stati i più facili da ripetere anche a distanza di mesi, mentre ho dovuto recuperare da solo alcuni contenuti non sufficientemente affrontati: quindi sì, un impegno sempre costante conferisce maggiore sicurezza nella preparazione individuale>>.
Come è andato questo esame e quale traccia hai scelto?
<<Ho affrontato le tre prove con concentrazione e serenità, cercando di mettere a frutto al meglio la preparazione acquisita. Per la prima prova scritta ho scelto la traccia B1 della tipologia del testo argomentativo, trattante il tema della democrazia partendo da un estratto del discorso di Giuseppe Saragat in occasione della prima seduta dell’Assemblea Costituente: l’ho sentito come un argomento attuale, affine ai miei interessi e mi ha dato la possibilità di sviluppare vari collegamenti non solo in ambito storico, ma anche letterario italiano, latino e greco>>.
Cosa pensi della nuova modalità d’esame?
<<Ne sono davvero entusiasta: ho apprezzato molto il fatto di potermi concentrare su quattro discipline, per avere una preparazione più specifica ed esaustiva che non ha comunque escluso, nel corso dell’esame, un approccio interdisciplinare. Infatti la vera “maturità”, secondo me, si giocava sulla capacità di padroneggiare e collegare i vari contenuti>>.
Per ottenere risultati simili, quante ore dedichi allo studio?
<<Non c’è una quantità precisa di tempo dedicato allo studio, naturalmente dipende dall’impegno richiesto. Tuttavia, generalmente trascorro circa tra le quattro e le cinque ore, ma durante il periodo di ripasso per l’esame, tali ore sono aumentate>>.
Come riesci a conciliare studio e vita sociale?
<<Non ho mai avuto problemi nel farlo: nonostante i grandi sforzi richiesti dallo studio non ho mai rinunciato a coltivare relazioni con i miei amici, uscendo e divertendomi con loro.
Cerco semplicemente di bilanciare i due aspetti, perché ritengo che ciò sia fondamentale per realizzarmi appieno come persona, e la stima che i miei amici nutrono verso di me non ha prezzo>>.
Sceglieresti di nuovo il tuo Liceo?
<<Sì, senza dubbio: sebbene abbia richiesto uno sforzo incessante, solo il liceo classico mi ha permesso di coltivare il mio fortissimo interesse per le discipline umanistiche, dalla letteratura all’arte e alla filosofia.
Fondamentale è stata la scelta dell’indirizzo A.U.R.E.US., che prevede l’insegnamento della storia dell’arte fin dal primo anno (con la compresenza di un docente madrelingua inglese) anziché dal terzo e che mi ha permesso di vivere numerosissime esperienze – solo per citarne alcune, diversi viaggi di istruzione e uscite didattiche per tutti e cinque gli anni, il torneo “Dire e Contraddire” in collaborazione con l’ordine degli avvocati di Tivoli e le simulazioni del Parlamento Europeo in lingua inglese presso Ventotene e Bruxelles, che sono state fondamentali per la scelta del mio futuro percorso di studi – e di sviluppare appieno la capacità di imparare a imparare e varie competenze digitali e multilinguistiche, grazie a cui ho potuto svolgere l’esame IELTS di inglese con il conseguimento del livello C1.
Ho partecipato anche a due importanti certamina nel 2025 e 2026.
Il primo è stato il Certamen dantesco “Li dolci detti vostri” in cui ho vinto il primo premio nella sezione saggio, svoltosi presso il Liceo Classico “Dante” di Roma, propostomi dalla mia docente di Lingua e letteratura italiana e che ha rappresentato il primo vero riconoscimento della mia passione per Dante Alighieri, che mi accompagna fin da quando ero piccolo.
Quest’anno ho invece partecipato al 45esimo Certamen Ciceronianum Arpinas, svoltosi ad Arpino e consistente nella traduzione e nel commento di un passo delle Tusculanae Disputationes di Cicerone: anche in quel caso ho conseguito un importantissimo riconoscimento, ossia il decimo premio, un traguardo straordinario se si considera la partecipazione di 270 studenti provenienti da 12 nazioni europee>>.
Quali sono i tuoi hobby e interessi?
<<Ho frequentato per tre anni il Centro di educazione teatrale “Teatro dell’applauso” di Guidonia, che mi ha spronato a mettermi in gioco, a valorizzare l’importanza del lavoro di squadra, facendomi acquisire maggiore consapevolezza delle mie abilità e della possibilità di relazionarmi meglio con gli altri.
Ho inoltre sempre cercato di coltivare il mio interesse per la cultura anche al di fuori della scuola, viaggiando con la mia famiglia e i miei amici sia in Italia sia all’estero>>.
Hai scelto l’università?
Se sì, quale facoltà?
Se no, cosa farai dopo?
<<Sì, sono stato ammesso presso l’Università LUISS di Roma per la facoltà di Scienze Politiche.
Tale scelta è maturata per il mio interesse nei confronti delle politiche nazionali e internazionali che ho già avuto modo di approfondire proprio durante il mio percorso liceale>>.
Cosa sogni di fare da grande?
<<Per il momento punto a compiere il mio percorso universitario nel migliore dei modi e mi farò guidare da quello nella scelta di una specifica professione.
Mi piacerebbe comunque lavorare nelle organizzazioni internazionali, e sono attratto dalla carriera diplomatica presso le ambasciate o le Nazioni Unite e, in particolar modo, dall’Unione Europea, in quanto sono convinto che l’obiettivo comune per cui battersi nell’epoca attuale sia quello propugnato dal Manifesto di Ventotene, ossia “un’Europa libera e unita”, poiché tutti ne siamo membri e dunque obbligati a difenderla>>.
Vorresti rimanere in Italia o andare all’estero?
<<Anche in questo caso non ho ancora un’idea precisa, spero semplicemente di trovare un’occupazione che mi renda soddisfatto e in base a quella sarò influenzato sulle altre decisioni per la mia vita.
L’estero mi attrae e mi incuriosisce, ma sento anche un forte attaccamento al mio Paese che mai rinnegherei>>.
Secondo te il merito è premiato in Italia?
<<È impossibile generalizzare, ma al contempo è altrettanto impossibile negare diverse ingiustizie che purtroppo sono ormai all’ordine del giorno, dalle raccomandazioni all’opportunismo.
Sogno un Paese in cui il merito vero e proprio, con tutti gli sforzi e i sacrifici che lo accompagnano, superi l’astuzia e la sfacciataggine di molti individui, e in cui sia davvero valorizzato l’impegno quando questo è presente, in quanto si tratta dell’unico fattore che può fare realmente la differenza>>.
Un tempo gli studenti con una media alta venivano chiamati secchioni e oggi nerd.
Sei mai stato chiamato così?
Ti senti un secchione?
E quale valenza dai al termine?
<<Non mi è capitato di essere etichettato come “secchione”, ma spesso in passato ho avuto difficoltà nel sentirmi parte di un gruppo vero e proprio.
Tuttavia, sono in seguito riuscito a circondarmi di persone fidate senza che ciò abbia avuto delle ripercussioni sul mio rendimento scolastico.
Quindi, l’essere “secchione” mi ha aiutato a definire le mie priorità, proponendomi sempre traguardi da raggiungere e di realizzarmi pienamente>>.
Quanto è importante studiare? E perché?
<<È stato confermato come qualsiasi regime dittatoriale sia immediatamente ricorso a pratiche per ridurre l’informazione e basare il consenso collettivo sull’ignoranza.
Solo attraverso lo studio ci si può considerare davvero “liberi”, solo con un pensiero critico si può essere sicuri di sé: una delle citazioni più celebri della Divina Commedia, tratta dal Canto XXVI dell’Inferno, è proprio “Considerate la vostra semenza: / fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza”.
Mi viene in mente l’esempio di Seneca, che dedicò il suo otium a giovare, attraverso gli studi filosofici, alla res publica vere publica, ossia all’umanità intera, e che per di più intuì quanto le discriminazioni sociali fossero nocive ad essa e che la vera libertas appartiene alla sfera interiore dell’uomo (celebre è la XLVII Epistola a Lucilio: “Servi sunt”. Immo homines; “Sono schiavi”. Anzi, uomini), o ancora la figura di Eugenio Montale, che si rifugiò in un “culto umanistico” della letteratura, ritenendo la cultura l’unico vero antidoto contro i mali del suo tempo, caratterizzati dalla piaga del regime fascista e della minaccia della Seconda guerra mondiale.
Il sapere e la conoscenza sono sinonimi di libertà, e una vita nell’ignoranza è il pericolo peggiore a cui l’uomo possa andare incontro>>.
Sei sui social?
Se sì, quanto tempo li usi?
<<Uso tantissimo i social network e non nego che talvolta mi distraggano dai miei impegni effettivi. Però, ancora una volta, non ho intenzione di privarmi di alcun aspetto della mia vita da adolescente, quindi mi piacerebbe essere semplicemente più organizzato con lo studio per non sentirmi in colpa nei momenti di svago, poiché ritengo i social un ottimo mezzo di comunicazione, intrattenimento e, se usati con criterio, anche informazione>>.
Cosa ti rimane di più di questi anni di scuola?
<<Lascio il liceo con dispiacere, sono una persona che teme i cambiamenti radicali e che rimane sempre legata agli ambienti che frequenta e alle sue abitudini.
Il liceo è stato l’unica costante negli ultimi cinque anni della mia vita, sia nei momenti felici sia in quelli dolorosi, e le difficoltà che ho incontrato sono state tutte fondamentali per permettermi di migliorare ancora di più.
Inoltre, è proprio grazie alla scuola che sono riuscito finalmente a migliorare anche la mia parte “sociale”, e dunque porterò sempre con me sia un immenso bagaglio culturale sia numerosissime esperienze piacevoli che hanno definito chi sono oggi>>.
C’è un episodio o un professore che ricorderai e perché?
<<Sono grato a tutti i miei docenti per avermi sempre valorizzato nel percorso scolastico e supportato, riconoscendo i miei meriti, stimandomi e spronandomi a migliorare.
Innumerevoli sono stati i momenti belli, condivisi con la classe e i professori, dalle uscite didattiche al memorabile viaggio conclusivo del quinto anno in crociera>>.
Secondo un luogo comune diffuso sui Social, non è detto che il diplomato col massimo dei voti si realizzi nella vita più di uno studente medio.
Cosa ne pensi?
<<Condivido pienamente tale affermazione, ribadisco di essere convinto che una persona non possa essere definita da un numero: secondo me, il voto di maturità non è da intendersi affatto come un limite per i progetti futuri o per qualsiasi sfida personale>>.
Secondo te la legge Valditara rafforza il concetto di responsabilità e rispetto nelle giovani generazioni? E come?
<<Ritengo che si tratti di un insieme di affermazioni molto vaghe e indefinite e che un impegno concreto nel regolare le relazioni interpersonali sia ancora quasi del tutto assente.
Personalmente, sono dell’idea che le problematiche giovanili ci invitano in modo urgente a rispondere ai bisogni delle nuove generazioni e la scuola, insieme alla famiglia, dovrebbe fare la sua parte in quanto fondamentale nella formazione dell’individuo>>.




































