Eā salita sul tatami piccolissima seguendo le orme del padre.
E da allora non ĆØ più scesa facendo propri i principi del judo, unāarte marziale che letteralmente si traduce in āvia della gentilezzaā.
Chiara Pomponii, 26enne dellāAlbuccione di Guidonia, psicologa e istruttrice di judo
Chiara Pomponii, 26enne dellāAlbuccione di Guidonia, ha appena conseguito la Laurea Magistrale di Psicologia clinica e dinamica dopo la Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche.
Unāeccellenza scolastica, ma anche sportiva e sociale.
Chiara ĆØ infatti cintura nera di judo secondo Dan, due volte campionessa italiana, arbitro nazionale di judo, istruttrice, oltre che regista teatrale.
Francesco Proietti, Presidente nazionale dello Csen
Franco Penna, Responsabile Csen provinciale
La psicologa-judoka ĆØ anche la protagonista del progetto patrocinato dallo Csen (Centro Sportivo Educativo Nazionale) di un corso gratuito di judo per i ragazzi ospiti delle Case Famiglia di Guidonia Montecelio: una novitĆ assoluta che ha avuto il placet di Francesco Proietti, Presidente nazionale dello Csen, e di Franco Penna, Responsabile Csen provinciale.
Chiara Pomponii insieme al padre, il Maestro Roberto Pomponii, Presidente della āAsd Anco Marzioā
Un corso pensato da Chiara seguendo lāesempio del padre, il Maestro Roberto Pomponii, Presidente della āAsd Anco Marzioā di Guidonia, che da anni in palestra promuove il corso gratuito per atleti diversamente abili, anchāesso sotto lāegida dello Csen.
– Come e perchĆ© nasce lāidea del corso gratuito?
L’idea del corso gratuito nasce dalla mia esperienza di tirocinio presso la cooperativa Crescere Insieme, in cui ho associato alla mia mansione di osservazione e assistenza l’aspetto sportivo, leggendolo sempre in chiave psico sociale, infatti i dati scientifici stessi parlano chiaro dei benefici delle arti marziali e quindi anche del judo, “la via della gentilezza”.

Un primo piano di Chiara Pomponii, ideatrice del progetto “Judo in Casa Famiglia”
– I benefici teorici delle arti marziali sui ragazzi delle case famiglia?
āIl judo aiuta nella gestione delle emozioni, nell’auto contro, nell’integrazione e nella socializzazione, supporta il miglioramento della coordinazione e a sviluppare un migliore controllo dei movimenti anche a livello cognitivo, quindi.
Inoltre imparare a cadere e rialzarsi può insegnare che gli errori possono essere opportunitĆ diĀ crescita, aumentando anche il senso della resilienzaā.
– Quali riscontri hai avuto?
āIl lavoro affrontato ĆØ stato adattato alle esigenze dei ragazzi e ha sortito degli effetti positivi giĆ dopo il primo mese, in particolar modo negli ultimi mesi si ĆØ evidenziato un grande miglioramento dell’autostima, della concentrazione e del “gioco di squadra”.
Inoltre i giovani judoka hanno affinato le loro capacitĆ comunicative all’interno del gruppo e compreso i fondamentali di questa antica arte marziale che dĆ spazio ad ogni tipo di fragilitĆ , guardando ad essa come ad una fonte preziosa di potenziale di vitaā.
– Il momento più bello?
āIl momento più bello sicuramente ĆØ stato quando i ragazzi per la prima volta, con l’impegno, sono passati dal dire “non ci riesco”, al compiere quella tecnica, quella caduta in modo impeccabile. Ć stato emozionante per me conoscerli in quel nostro spazio dedicato, oltre ad essere formativo da ogni punto di vista; dunque per il futuro speriamo anche come Anco Marzio Sporting ASD di poter collaborare ancora di più con le case famiglia “amici di Marzia” e “casa di Denis”, integrando le attivitĆ educative all’interno delle strutture con la nostra Mission da sempre presente sul territorioā.
– Il progetto per il futuro?
āCredo che sia importante, se non fondamentale portare sul campo sociale l’idea di uno sport adattato, integrato, senza discriminazioni, anche e soprattutto all’interno delle scuole, dove molti fenomeni di bullismo e cyberbullismo sono in rapida salitaā.




































