Roviano – Apre l’area archeologica di Ponte Scutonico. L’inaugurazione sabato 29 marzo

Un tratto della sede carrabile, delimitata da muri a blocchi, è stato riportato alla luce presso il luogo ove fu scoperto nel 1889 il bivio fra la Valeria e la Sublacensis (strada aperta da Nerone per raggiungere la sua villa di Subiaco), accompagnato da miliari del IV sec. d.C. Questi sono stati collocati, secondo la disposizione antica, nel cortile di Palazzo Brancaccio, riproducendo il bivio fra le due strade. Nel pomeriggio, alle 16, sarà inaugurata anche questa nuova esposizione. La sala attigua è dedicata all’illustrazione degli acquedotti antichi provenienti dalla valle dell’Aniene (Anio vetus, Aqua Marcia, Aqua Claudia, Anio novus), il cui principale bacino sorgentizio si estendeva fra Roviano, Arsoli e Marano Equo. Sono esposti tre cippi inscritti relativi al restauro della Marcia operato nell’11-4 a.C. dall’imperatore Augusto. Il recupero di alcuni miliari e cippi si deve al Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza.

Dalle 10.30 alle 12.30 sono previste visite guidate all’Area archeologica del ponte, dalle 16.30 alle 18 visite guidate alla nuova esposizione archeologica presso il Museo della Civiltà Contadina Valle dell’Aniene nel Palazzo Brancaccio.

 

Un po’ di storia
Il Ponte Scutonico sorge al XXXVI miglio della via Tiburtina-Valeria in Comune di Roviano, nella media valle dell’Aniene, incastonato in uno splendido paesaggio naturale. Si compone di un’unica grande arcata a tutto sesto in blocchi di calcare, compresa fra due lunghe spalle in muratura che lo fanno assomigliare a un viadotto.
Sopra l’arcata è il lastricato a blocchi poligonali, ai lati invece la strada è pavimentata con ghiaie. Mentre la via Valeria, da Tibur (Tivoli) all’Adriatico, fu costruita molto probabilmente nel 307 a.C. dal censore M. Valerius Maximus all’epoca della conquista del territorio degli Equi e della fondazione della vicina colonia di Carsioli (Carsoli), il ponte risale al 97 d.C. quando l’imperatore Nerva effettuò una generale opera di restauro della strada, come di altre viae publicae nei dintorni di Roma. Il restauro è documentato da pietre miliari, alcune delle quali rinvenute presso Roviano e Arsoli.

Fonte: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale per le Antichità

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