Trentanove anni, sposata con una figlia di tre, Alessia ĆØ laureata in giurisprudenza, ma ha deciso di cambiare rotta iniziando a lavorare come correttrice di bozze e autrice di recensioni letterarie, poi ha tirato fuori il libro che teneva nel cassetto da anni.
Qual ĆØ i l filo conduttore di questi racconti brevi?
“Il titolo di ogni racconto parte con la lettera dell’alfabeto a crescere, ma il vero e proprio filo conduttore lāho scoperto alla fine e credo sia il rapporto che esiste tra la vita e la morte. CāĆØ un vero e proprio filo rosso che li attraversa in mezzo ai due estremi. Infatti il primo racconto āArrivederci e grazieā parla della morte e lāultimo āZenitā parla di una nascita. Nel mezzo ci sono delle vite che vengono raccontate attraverso dei flash fotografici, sempre in prima persona. Ć come se il personaggio raccontasse un fotogramma di vita. Si parla di omosessualitĆ , amore, eutanasia”.
Come nascono le sue storie?
“Nascono per caso, per il piacere di scrivere e di proporre. Oltre a scrivere lei lavora nel settore dellāeditoria”.
Qual i consigli darebbe a uno scrittore emergente?
“Intanto ci vuole anche un poā di fortuna e io lāho avuta, perchĆ© al primo libro ho trovato una casa editrice che ha creduto in mee mi ha pubblicato gratuitamente. La cosa importante ĆØ che ci sia una buona distribuzione e poi bisogna darsi da fare ad organizzare presentazioni, interviste ed ĆØ importantissimo anche il passaparola. In questo il supporto dellāeditore ĆØ fondamentale”.

“Intanto un editore che ha creduto in me, poi il fatto che diverse persone che hanno letto il libro mi hanno detto che si sono riconosciute in una delle storie”.
Il prossimo libro?
“Sto lavorando a una raccolta di racconti legati alle grandi tele pittoriche. Mi piacerebbe scrivere un monologo che possa essere recitato da un attore, con un accompagnamento musicale di Bach in sottofondo”.
Un libro da consigliare.
“Il piano infinito di Isabel Allende”.





























