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Il decreto Sostegni bis è legge: le novità per le piccole medie imprese e i professionisti

Convertito in legge, il decreto Sostegni bis è caratterizzato da varie misure anche per le piccole medie aziende, come ulteriori contributi a fondo perduto, proroghe fiscali, agevolazioni Covid

Il decreto Sostegni bis è stato convertito in legge ma, pur avendolo firmato per non stoppare importanti misure a favore di imprese e famiglie, il presidente Mattarella si è detto perplesso davanti a tante urgenze, con emendamenti fuori tema rispetto alla ripresa dell’economia, tipo risorse al settore dei treni storici delle Ferrovie dello Stato. Ma veniamo ai provvedimenti per le piccole medie aziende. Intanto, una platea più ampia per i contributi a fondo perduto già previsti dal decreto originario: saranno incluse imprese e partite Iva, includendovi quelle con fatturato fino a 15 milioni di euro nel 2019 con i medesimi requisiti. Sono previste aliquote specifiche, dal 20% al 30% d applicare alla perdita media mensile di fatturato per quantificare l’importo dell’indennizzo. Tra i settori coinvolti, quelli che si occupano di wedding e altri segmenti di business legati agli eventi (anche intrattenimento e Horeca), cui saranno disponibili 60 milioni di euro. Stessa cifra, sempre per finanziamenti a fondo perduto, per il terzo settore.

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Per quanto riguarda la riscossione dei tributi, c’è la proroga al 30 agosto: non arriveranno quindi nuove cartelle, al contempo sono sospese le procedure esecutive come i pignoramenti. Dal decreto, novità anche per rottamazione e saldo e stralcio per le rate scadute nel 2020, rate che diventeranno quattro di pari importo, con scadenza 31 luglio, 31 agosto, 30 settembre, 31 ottobre. Da ricordare però che rimane la scadenza del 30 novembre per saldare le rate del 28 febbraio, 31 marzo, 31 maggio e 31 luglio 2021, con flessibilità di cinque giorni oltre le scadenze senza perdere i benefici delle definizione agevolate.

Non è da dimenticare pure l’estensione del bonus affitti per imprese fino a 15 milioni di euro (prima era fino a 10 milioni di fatturato), con credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, per ciascuno dei mesi da gennaio a maggio 2021. Cambiano inoltre le aliquote per questo specifico comparto: il beneficio diventa al 40% (e non al 60% come per le imprese di minori dimensioni) oppure al 20% per l’affitto d’azienda invece che al 30%.

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