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Consumi congelati

L’inflazione che galoppa e la forte instabilità complessiva non permette proprio di disegnare segnali positivi per il nostro futuro. I prezzi registrano l’aumento più ampio dal 2012

Ancora lo scriviamo, non possiamo davvero fare altro: i consumi frenano davanti a una inflazione che dal mese di dicembre in qua sta letteralmente galoppando. L’instabilità complessiva è sul filo del rasoio e si palesa uno scenario in cui ci sono soprattutto ombre e sono scomparsi spiragli di luce. Certifica del resto l’Istat che nel 2021, dopo la flessione del 2020 (-0,2%), i prezzi al consumo tornano a crescere in media d’anno (+1,9%), registrando l’aumento più ampio dal 2012 (+3,0%). Come ormai si sa, la ripresa dell’inflazione nel 2021 è essenzialmente trainata dall’andamento dei prezzi degli energetici, al +14,1% (che erano invece diminuiti dell’8,4% nel 2020. Al netto di questi beni, lo scorso anno, rileva ancora l’Istituto nazionale di statistica, la crescita dei prezzi al consumo è la stessa registrata nell’anno precedente (+0,7%). Per il 2022 l’inflazione acquisita è già a +1,8%.

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E sono le famiglie con minore capacità di spesa a subirne di più le conseguenze, sottolinea l’Istat. Le associazioni di consumatori fanno i conti di quanto peserà il rincaro dei prezzi sulle famiglie. Persino Save the Children lancia il suo allarme, parlando di impennata dei costi uguale a drastico peggioramento delle condizioni economiche dei bambini in famiglie vulnerabili.

Un carico pesante arriva pure dalle rilevazioni del centro studi Confimprese: i saldi non vanno bene e non riescono certo a controbilanciare la dinamica negativa dei consumi.

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