Rifiuti, dirigente assolto: rimborsati 20 mila euro di spese legali

La Città Metropolitana di Roma liquida la somma a Paola Camusso: nel 2014 fu coinvolta nell’indagine Malagrotta culminata con l’arresto di Manlio Cerroni

Otto anni fa venne coinvolta in un’inchiesta che si rivelò una “bolla di sapone”: era l’indagine su una presunta gestione illecita dei rifiuti nelle discariche della Provincia di Roma conclusa con l’assoluzione di tutti gli imputati.

Paola Camusso, 52enne dirigente all’Ambiente della Città Metropolitana di Roma, non fu portata neppure a processo e la sua posizione venne archiviata nel 2020 dalla stessa Procura in fase di indagini preliminari perché era completamente estranea ai fatti.

Ora, però, qualcuno deve pagare.

Per questo ieri, giovedì 17 marzo, la Città Metropolitana ha disposto la liquidazione a suo favore di una somma complessiva pari a 16.992 euro e 90 centesimi per le spese legali sostenute. Si tratta della differenza tra la parcella di 19.619,32 emessa dal suo legale di fiducia, l’Avvocato Antonio Andreozzi di Roma, e la somma di 2.626,42 che la Compagnia Assicurativa Lloyd’s provvederà a rimborsare alla dirigente.

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Paola Camusso era stata indagata per abuso d’ufficio nell’ambito di un fascicolo penale aperto nel 2014 dalla Direzione Distrettuale Antimafia culminato il 9 gennaio dello stesso anno con l’arresto di Manlio Cerroni, patron del consorzio Colari che gestiva la discarica di Malagrotta e aprì l’impianto di Trattamento Meccanico Biologico di rifiuti all’Inviolata di Guidonia.

Col magnate dei rifiuti furono arrestate altre sei persone per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e alla frode in pubbliche forniture.

Nel 2018 gli imputati vennero tutti assolti.

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