MORICONE – Ucraina, 5 mila euro ai frati per l’accoglienza ai profughi

Il Comune liquida il rimborso spese ai Padri Passionisti per l’ospitalità in Santuario nel mese di luglio

Liquidati 4.931 euro a titolo di rimborso delle spese sostenute per l’accoglienza dei profughi provenienti dall’Ucraina nel Santuario del Beato Bernardo Silvestrelli.

Lo stabilisce la determina numero 47 firmata martedì 6 settembre dal sindaco Giovanni Battista Pascazi in qualità di Dirigente del Settore Amministrativo.

Con l’atto viene saldata la somma dovuta ai Padri Passionisti come previsto dalla Convenzione approvata il 24 giugno scorso dalla giunta e firmata dal sindaco e dal Priore Padre Pino Simeoni, rettore del Convento dei Padri Passionisti di Moricone.

L’accordo prevede che i Passionisti percepiscano 21,50 euro iva esclusa per il servizio di gestione accoglienza fornito ogni giorno a ciascun rifugiato. Inoltre la fornitura a ogni profugo del kit di prima accoglienza del valore di 150 euro iva esclusa comprensivo di vestiario a seconda dell’età e del genere e in relazione alle reali necessità.

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La Prefettura, per il tramite del Comune, erogherà anche lenzuola, federa, cuscino, copricuscino, coprimaterasso, coperta per un massimo di 180 euro ad ospite per l’intera permanenza.

Previsti anche i prodotti per l’igiene personale: in particolare, sapone liquido, shampoo, dentifricio, spazzolino, pettine o spazzola, assorbenti, pannolini per bambini, carta igienica, rasoi, schiuma da barba per un totale di 25 euro mensili per gli adulti e 40 euro per i bambini (con pannolini).

La convenzione tra il sindaco Pascazi e il Priore Simeoni prevede pure il Pocket Money di 2 euro e 50 centesimi (fino ad un massimo di euro 7,50 per nucleo familiare) per ogni giorno di permanenza presso il centro, in più la scheda telefonica da 5 euro. Infine, materiale didattico per la somministrazione dei corsi di lingua italiana, nonché materiale scolastico e ludico per i minori.

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Il 17 marzo scorso i religiosi dalla tonaca nera avevano risposto all’appello della Prefettura per la ricerca di strutture ricettive e si erano detti pronti ad ospitare cittadini in fuga dall’Ucraina in convento mettendo a disposizione 5 camere con complessivi 26 posti letto.

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