Tivoli – Cani in gabbia e maltrattati nell’allevamento lager scoperto da Earth, denunciata la titolare

La proprietaria del cane residente in Liguria ha contattato Earth chiedendo aiuto per far luce sul decesso: “Mi hanno detto che è morto, ma era giovane e stava bene e quando mi hanno fornito il certificato che diceva morte per arresto cardiocircolatorio la Asl ligure mi ha detto che quel certificato era irregolare”. Le guardie zoofile, capitanate dal comandante Parlavecchio si sono subito attivate contattando il veterinario indicato sul certificato, che ha però subito disconosciuto il timbro e la carta intestata ed ha raccontato che alcuni giorni prima “una donna era effettivamente andata da lui per richiedere un certificato di decesso per un cane, ma senza portare con sé l’animale”, riferendo di essersi quindi rifiutato di compilarlo senza conoscere i motivi della morte dell’animale.

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Earth ha quindi contattato i carabinieri che con un intervento congiunto, si sono recati all’allevamento amatoriale e pensione in questione.
La titolare ha ammesso di aver falsificato il certificato, ma le guardie hanno preteso di vedere il corpo dell’animale per controllarne il microchip. Appurato che si trattava proprio del cane della signora che fece la segnalazione, le guardie Karola Razzovaglia, Ilaria Pasquali e Manuela Donato hanno contattato la Asl locale per il completo dissotterramento della carcassa e l’invio all’istituto zoo profilattico per scoprire le reali cause del decesso.

Nel frattempo davanti agli occhi dei volontari di Earth si è aperto uno scenario da incubo: l’ allevamento di cani boxer e alani, era degno di un lager dell’est Europa, con gabbie di dimensioni quasi uguali alla taglia del cane rinchiuso. Assenza di acqua malgrado il caldo soffocante, cuccioli in isolamento e femmine gravide in attesa di partorire la “preziosa merce”. “Abbiamo passato la pratica all’ufficio legale dell’associazione – spiega Valentina Coppola, presidente di Earth -, la signora dovrà rispondere di molti capi di imputazione partendo dal falso al maltrattamento, fino all’allevamento abusivo e assenza dei requisiti fognari previsti per legge. Il problema è che se le persone pensano di poter lucrare con la vendita di animali queste situazioni saranno sempre presenti, è necessario intensificare i controlli”.

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