In un attimo di lucidità ha inviato una richiesta di aiuto, ma un attimo dopo è sembrato deciso nel mettere in atto il suo piano.
Un escamotage e la straordinaria prontezza di riflessi di una poliziotta sono stati decisivi per trarre in salvo un aspirante suicida alla stazione Tiburtina di Roma.
La storia è stata divulgata oggi, martedì 21 luglio, in un comunicato stampa della Questura di Roma.
Protagonista è una agente della Polizia Ferroviaria di Roma Tiburtina.
Tutto è iniziato con una segnalazione di suicidio inviata dall’uomo alla Questura di Roma tramite l’app Youpol, l’applicazione della Polizia di Stato per le emergenze e le segnalazioni anche anonime dei cittadini.
Gli agenti si sono immediatamente attivati e mediante la geolocalizzazione del suo telefono cellulare hanno accertato che l’uomo si trovava tra i binari della stazione.
Nonostante i ripetuti tentativi di contatto telefonico, l’uomo ha continuato a rifiutare le chiamate, rendendo lo scenario sempre più critico.
La svolta è arrivata pochi minuti dopo, quando l’aspirante suicida ha richiamato uno dei numeri dei poliziotti che lo avevano cercato.
A rispondere è stata una poliziotta che, riconosciuto immediatamente il numero dell’uomo, ha finto di essere la dipendente di un fast food, comunicandogli con estrema naturalezza che l’ordine da lui effettuato era pronto per il ritiro.
Nonostante l’uomo non avesse ordinato nulla e si trovasse in evidente stato di agitazione e confusione, il tono calmo e rassicurante dell’agente lo ha convinto a dirigersi verso il locale.
Questo stratagemma ha concesso agli agenti di raggiungere il fast food e attendere l’uomo che è stato successivamente affidato alle cure del personale sanitario.





























