Dieci euro a metro cubo
Costi esorbitanti, che riguardano anche la sanificazione del mezzo chiamato ad elargire questo servizio, di circa 4mila euro. “Inutile chiedere ad Acea un intervento con autobotte – dice il presidente del comitato Arci, Diego Friscia -, per anni ci hanno risposto di rivolgerci ai privati per questo importante e vitale servizio alla collettività, senza dimenticare che l’impianto vero e proprio tarda ad arrivare alle nostre case”. Asa ha quindi dovuto sanificare una sua autobotte lavastrade per poter avviare questo tipo di servizio.
Costi esorbitanti, che riguardano anche la sanificazione del mezzo chiamato ad elargire questo servizio, di circa 4mila euro. “Inutile chiedere ad Acea un intervento con autobotte – dice il presidente del comitato Arci, Diego Friscia -, per anni ci hanno risposto di rivolgerci ai privati per questo importante e vitale servizio alla collettività, senza dimenticare che l’impianto vero e proprio tarda ad arrivare alle nostre case”. Asa ha quindi dovuto sanificare una sua autobotte lavastrade per poter avviare questo tipo di servizio.
Mai arrivate analisi dell’acqua
Ma i problemi non finiscono qui: “Molti di noi si sono visti prosciugare i pozzi artesiani che si spingevano fino a oltre 50 metri proprio dal bottino di presa gestito da Acea – continua Friscia – e che dista poche centinaia di metri dalle nostre case a cui, anzicchè dare acqua, l’hanno tolta”.
E se l’utilizzo delle fontane poteva essere un’alternativa possibile, questa si è resa impraticabile per la mancanza di dati che certifichino la sua qualità: “In effetti è da mesi ormai che attendiamo una risposta da Acea per rendere pubblici i dati chimici della qualità delle acque delle fontane a Tivoli in modo da poter rassicurare i cittadini sull’opportunità di ridurre il consumo di acqua in bottiglie di plastica e la conseguente produzione di rifiuti e con essi i cospicui risparmi economici sui bilanci familiari – dice l’amministratore unico di Asa, Francesco Girardi -. In più abbiamo chiesto di contribuire all’iniziativa della raccolta porta a porta dell’olio di frittura riducendo così i costi di manutenzione straordinaria per le fognature interessate dallo sversamento domestico dello stesso olio”.
E non manca una polemica nei confronti del vice presidente di Acea, Giuseppe Baisi: “Mi dispiace dover constatare che anche Baisi, che è stato tra l’altro anche presidente di Asa prima di me e negli anni in cui la stessa società si avviava verso il fallimento gestionale e finanziario, non risponda da settimane a una comunicazione che proprio lui mi aveva chiesto di spedirgli direttamente sulla sua posta personale”, conclude Girardi.
Veronica Altimari





























