“Anche il secondo giorno di proteste dei lavoratori delle cave non ha sortito effetti. Non ci sono spiragli, possibili soluzioni o strade da percorre per arrivare ad una soluzione. Non si sa neanche se l’Amministrazione una soluzione ce l’abbia. Vogliono ancora chiudere le cave, come da programma elettorale, o lasciarle aperte tutelando lavoro ed ambiente, nel rispetto della legalità.
Il Sindaco, rimasto lontano dal Municipio sembra per degli incontri a Roma, ci risulta che stia lavorando con la sua maggioranza, insieme ai suoi referenti governativi, sulla linea degli ammortizzatori sociali.
La strada, da quel che si potrebbe dedurre, è quindi quella della chiusura.
Al momento, come Polo Civico Guidonia Montecelio, riteniamo che la cosa più urgente sia un intervento chiaro di Barbet.
La tensione e l’agitazione sembra crescere di ora in ora. Prima che arriva a livello difficilmente gestibili il Sindaco deve fare chiarezza, una volta per tutte.
I nostri consiglieri, sempre presenti in piazza Matteotti, continuano a chiedere un consiglio comunale straordinario. In una Città normale, con un’amministrazione normalmente efficiente e trasparente, sarebbe stato già convocato. Ci chiediamo cosa stiano aspettando, forse hanno paura di comunicare la loro linea, o forse una linea neanche ce l’hanno”.
E ancora: “Abbiamo appreso con sgomento le parole del sindaco 5Stelle Barbet. Temevamo che il suo intento, e quella della maggioranza grillina, fosse di proseguire l’iter per la chiusura delle cave, refrattari ad ogni possibilità prevista dalla legge.
Il timore, purtroppo, è diventato certezza.
Restiamo esterrefatti ed attoniti. Riteniamo impensabile portare alla chiusura la principale fonte di lavoro del nostro comune e alla principale attività industriale. Restiamo attoniti difronte al mancato coraggio ed alla mancanza di chiarezza, voluta, da parte del Sindaco che per mesi si è nascosto dietro ad un atteggiamento ondivago e irresponsabile.
Una presa di posizione come questa sarebbe dovuta passare attraverso il consiglio comunale dove, pur potendo contare loro sulla maggioranza dei consiglieri, si sarebbe potuto ribattere in maniera puntuale alle loro posizioni prive di fondamento. Invece si trincerano dietro un comunicato stampa, lasciando i lavoratori alla mercé dell’incubo licenziamento”.