GUIDONIA – Si staccano le doghe della panchina, la bimba si frattura il polso: risarcita

La 12enne giocava con le amichette: il Comune paga 9 mila euro per la mancata manutenzione

I testimoni hanno raccontato che la bambina era seduta e giocava con le amichette, quando una doga della panchina si sarebbe staccata facendola cadere a terra.

Una caduta che le ha procurato la frattura del polso.

Per questo ora il Comune di Guidonia Montecelio risarcisce 9.038 euro e 14 centesimi di danni.

Lo stabilisce la determina numero 87 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA - firmata martedì 8 ottobre dalla dirigente dell’Ufficio Sinistri Paola Piseddu.

Con l’atto viene disposta la corresponsione della somma entro il 30 ottobre, come previsto nell’accordo transattivo di celere pagamento stipulato tra l’Avvocato della parte offesa e l’Ufficio Legale del Comune: l’accordo garantisce un risparmio per l’Ente di 516,53 euro rispetto alla sentenza numero 1031/2024 emessa dal Tribunale di Tivoli.

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Lo scorso 10 settembre il Giudice Michele Cappai ha infatti condannato il Comune di Guidonia Montecelio al risarcimento di 9.546,67 euro comprese spese legali e CTU, per la mancata manutenzione della panchina.

L’incidente avvenne il 19 aprile 2017 in piazza San Giovanni Evangelista a Montecelio

L’incidente risale al pomeriggio del 19 aprile 2017.

Verso le 17,40 la bambina, oggi 19enne, giocava in piazza San Giovanni Evangelista a Montecelio, dove anni fa il Comune aveva installato 5 panchine con base di travertino e copertura di legno.

Ma, a causa della mancata manutenzione, le doghe usurate si staccarono improvvisamente e la minore cadde rovinosamente a terra.

I genitori presenti la soccorsero e la ragazzina fu trasportata al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni Evangelista” di Tivoli, dove le fu diagnosticata una frattura meta-epifisaria distale del radio sinistro.

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Durante il processo il Comune si è difeso sostenendo una corresponsabilità dei genitori della bambina, per non avere badato alla 12enne nel momento della caduta, e per avere consentito un uso improprio, chiedendo un concorso di colpa.

Tesi respinta dal giudice, a parere del quale è emersa non soltanto la piena compatibilità tra il trauma subito e l’episodio descritto dai testimoni, ma anche la responsabilità del Comune stesso di non avere operato una diligente attività di manutenzione sulla panchina su cui si è infortunata la ragazzina.

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