Uno al telefono si è spacciato per un maresciallo, mentre i complici si sono presentati a casa per riscuotere oro e preziosi, già pronti per essere asportati.
E ci sarebbero anche riusciti se non fossero intervenuti i carabinieri veri a bloccarli.
Così ieri a Rignano Flaminio i carabinieri della locale stazione e i colleghi di Fiano Romano hanno arrestato due ragazzi, di 23 e 22 anni, entrambi originari della Campania, per tentata truffa ai danni di una coppia di italiani, un uomo di 84 e una donna di 79 anni.
Secondo un comunicato stampa diffuso oggi, domenica 24 maggio, dal Comando provinciale dell’Arma, il raggiro è iniziato secondo un copione collaudato.
“Pronto, Carabinieri, dovrebbe recarsi presso la Stazione di Fiano Romano, abbiamo fermato dei malviventi e hanno indosso i suoi documenti”, sono state le parole pronunciate al telefono da un falso Maresciallo che ha richiesto urgentemente di presentarsi presso il Comando di Fiano Romano.
A quel punto l’84enne è uscito di casa per recarsi all’appuntamento mentre la moglie, al telefono con i malfattori, pesava e predisponeva l’oro in casa, in attesa dell’arrivo dei complici.
Ma una volta giunto presso la Stazione di Fiano Romano, il Comandante della Stazione ha immediatamente compreso ciò che stava accadendo, avvisando i colleghi di Rignano Flaminio.
Così il Comandante e i suoi uomini sono corsi verso l’abitazione dove hanno trovato i due ventenni napoletani.
In particolare uno era a ridosso dell’ingresso dell’abitazione mentre l’altro, con funzione di palo, si trovava all’interno del veicolo loro in uso.
Immediate sono state le attività di verifica e riscontro che hanno consentito di ricostruire le fasi salienti dell’evento, condotte con modalità ormai note: un uomo al telefono, prospettando conseguenze penali per le povere vittime, le tiene occupate al telefono, mentre i complici si portano nei pressi dell’abitazione, pronti a riscuotere oro e preziosi, già pronti per essere asportati.
Questa volta i due esecutori sono stati rintracciati e arrestati, trascorrendo la notte nelle camere di sicurezza della Compagnia di Bracciano, in attesa del rito direttissimo previsto per oggi, presso il Tribunale di Tivoli.





























