Giornalisti in erba: La pizzica intervista a Francesca Trenta – Elena Ludovici

Le lezioni fanno parte di un progetto interdisciplinare  dal titolo “Dentro il cuore dell’Italia”.
pizzica trentaIl progetto, come spiegano le insegnanti referenti Maria Di Prisco e Nanni Armida, nasce dal bisogno impellente di “valorizzare gli aspetti geografici-antropologici, artistici e culturali della nostra Nazione spesso teatro di atti vandalici e indifferenza civile che denota uno scoraggiamento da parte dello Stato e del popolo tutto a lottare per rendere migliore la nostra Italia”.
Le danze popolari si inseriscono a pieno titolo in questo progetto, perché mirano  a sollecitare i bambini a riscoprire le bellezze della nostra terra attraverso le musiche e i canti che rievocano il passato dei nostri avi, perché come affermano gli alunni partecipanti – non c’è futuro senza passato”.
Il progetto si concluderà con un musical dal titolo omonimo scritto e diretto dalle docenti. Location dello spettacolo  il teatro imperiale di Guidonia (che sarà uno dei protagonisti del recital).
L’appuntamento è quindi per il giorno 30 maggio alle ore 11:00.
A seguire un buffet gastronomico
di pietanze italiane e una mostra dei lavori effettuati dagli alunni. Accorrete numerosi.

pizzicaA tu per tu con Francesca Trenta

Come è nata questa  passione ??Sono entrata nella mia prima scuola di danza a 4 anni portata dalla mamma?per fare una semplice attività motoria, quindi non ricordo come si è?radicata in me la ” passione” perchè danzo da ” sempre”; credo che ci siano cose che non possono spiegarsi, che siano dentro di noi pronte per essere?coltivate e per renderci felici. Ognuno di noi ha dentro qualcosa che può?renderlo libero, completo e felice, può chiamarsi passione o indole, voi ragazzi dovete cercare ciò che è dentro di voi e studiare per veicolarlo fuori. La passione va di pari passo con lo studio e la tecnica, che sono i?mezzi con i quali il talento può trasformarsi in “gioia” e nei casi più?fortunati in “lavoro”.??Le piacerebbe fare un altro lavoro ??NO! Ho rinunciato a tante cose “normali”, a tante sicurezze, ma sono riuscita a fare ciò che amo e anche ad avere due splendidi bambini lavorando con le mie ” gambe”. Ho sognato molto da piccola, volevo il “balletto classico”, la Russia, le punte, amavo solo la danza classica, poi?con il canto e la musica ho aperto gli orizzonti e sono riuscita a lavorare qui, con ciò che so fare meglio senza allontanarmi troppo da casa, godendo?anche dell’amore dei miei bambini. ?Cosa prova quando balla ??Libertà e gioia, il tempo diventa irreale, danzerei per ore senza stancarmi.?Il movimento è vita.??Quando ha iniziato ad avere questa passione ??Come ti ho già detto ho iniziato a studiare giocando a 4 anni, ma la vera voglia di danzare mi ha ” afferrato” in età adolescenziale, verso i 17 anni, poi?ho deciso che la mia vita sarebbe stata questa.??È stato difficile diventare una ballerina richiesta ??Si, ho rinunciato e rinuncio ancora a cose che per gli altri sono normali, non posso programmare la mia vita, lo studio è costante;?cerco di essere corretta e leale ma è facile sbagliare e ferire gli?altri. Bisogna fare molta attenzione, quando si ricopre un ruolo “visibile”,?si diventa in qualche modo anche responsabili dei comportamenti altrui, si?diventa ” esempio” per chi guarda per questo bisogna essere autentici,?veri, cordiali, e molto molto corretti nelle relazioni e anche nel proprio modo di ” danzare”.??Perché tra tanti stili di danza, ha deciso proprio questo ( danze?popolari ) ??Perchè è questa danza che ha scelto me.?Sono sempre stata attratta dal “ritmo”, dalla danza e dalla musica di carattere, autentica e semplice e le danze popolari sono così: autentiche, non banali, ritmiche e legate alla storia dell’uomo, alla geografia, alla?vita nella sua evoluzione.?Aprirsi alla danza e alla musica tradizionale vuol dire avere il coraggio di?trovare le ” radici”, e ricordati sempre che senza le radici l’albero non dà?frutti non c’è vita.?
La ringrazio per avermi permesso questa intervista:?Io ringrazio te per l’occasione e l’intelligenza che mi hai mostrato con le?tue domande giuste e mirate. Spero resti e te e ai tuoi compagni un bel?ricordo e il desiderio di conoscere. Non dimenticare mai di CERCARE e?RICERCARE quello che ti rende FELICE e che si inizia dal BASSO, dalla nostra?STORIA, dalla FAMIGLIA, dalla nostra TERRA. Le cose che ci circondano ci?fanno capire da dove VENIAMO e dove affondano le NOSTRE RADICI perchè…?” RADICI = VITA”!!!?
Elena

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