GUIDONIA - Resta disoccupato e brevetta l’Aprimoka

Il perito tecnico Marco Santini presenta la sua invenzione dopo il licenziamento

“Ormai ci avrai fatto l’abitudine, ma quando usi la caffettiera Bialetti alcune operazioni che esegui potrebbero essere più comode da svolgere”.

Si presenta così sul sito invenzia.it l’accessorio utile che facilita la preparazione della caffettiera a 3 tazze.

 
 

Marco Santini, 58enne perito tecnico di Colle Fiorito di Guidonia, ha brevettato l’Aprimoka

Si tratta della Aprimoka, un’invenzione brevettata da Marco Santini, 58enne romano trapiantato a Colle Fiorito di Guidonia. La sua è la storia di un tecnico specializzato che perde il lavoro e si reinventa imprenditore, investendo il Tfr e la Naspi nella fondazione di un’azienda e in un prodotto che ha come risvolto anche quello di conservare la tradizionale moca a dispetto delle dilaganti macchine a cialde e capsule.

Da settimane Santini vende il suo Aprimoka su Amazon, sponsorizzandolo con dei video su Tik Tok (CLICCA IL LINK), sulla pagina Instagram Apri.moka (CLICCA IL LINK) e sulla pagina Facebook Aprimoka (CLICCA IL LINK).

Originario di Roma, celibe, diplomato perito industriale, Marco Santini racconta al quotidiano on line Tiburno.Tv di aver lavorato come tecnico di impianti telefonici, di sistemi di automazione oltre che di programmazioni di siti web.

Almeno fino a giugno 2024, quando è rimasto disoccupato.

“Lavoravo come elettronico informatico – racconta il 58enne – in tre giorni mi hanno licenziato e ancora non so perché. Dopo aver smaltito il trauma ed essermi ripreso, ho richiesto all’Inps la Naspi in un’unica soluzione e ho fondato la società, ho allestito il sito web, ho realizzato video e depositato il brevetto dell’Aprimoka, la mia invenzione sulla quale ho investito il Tfr”.

L’invenzione è un arnese di legno per la caffettiera a tre tazze con base poligonale, la più usata nelle case degli italiani.

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Come nasce l’idea?

“La prima idea nasce 5 anni fa mentre ero in un mercatino a Roma.

C’era un venditore che voleva piazzare a tutti i costi a una signora una macchina elettrica del caffè con le cialde. La signora diceva che era bella ma non era molto convinta.

Allora il venditore per poter vendere ha iniziato a denigrare la Bialetti, trovandogli tutti i difetti possibili.

Il suo atteggiamento mi ha fatto pensare che stava denigrando un oggetto utilizzato da tre generazioni e mi indignò”.

Ha atteso 5 anni per realizzare Aprimoka?

“Il licenziamento ha fatto precipitare tutto e mi sono messo a lavoro.

Sapendo fare modellazione e progettazione, ho realizzato i primi prototipi con la stampante 3 D di diversi tipi e in diverse forme. Volevo che fosse un utensile affidabile, per cui ho deciso di fare l’Aprimoka in legno perché ricorda la famiglia e la quotidianità italiana, come la cucchiarella e il mattarello.

Voglio riportare in auge l’utilizzo della caffettiera inteso come un momento per stare insieme se si riceva a casa una persona”.

Quante Aprimoka ha realizzato e quante ne ha vendute?

“Attualmente ne ho vendute 15, 20 soprattutto tramite Amazon. Ma sto cercando di fare pubblicità tramite Tik Tok. Sono alle prime battute”.

Come risponde l’utenza?

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“Il problema di un prodotto innovativo è dover spiegare alla gente a cosa serve. La maggior parte delle persone non si pone il problema dell’apertura della macchinetta: se si apre bene, sennò chiama il marito per aprirla.

La gente non sa a cosa possa servire perché non ha quella esigenza, è abituata ad avere quel piccolo disagio che fa parte dell’aprire la macchinetta.

Spiegandone l’utilità, il meccanismo è duplice: innanzitutto spiegare il vantaggio di questo semplice dispositivo e cercare di venderlo.

Attualmente sto vendendo su Amazon e sul sito sia l’oggetto singolo che insieme alla caffettiera Bialetti a 3 tazze”.

Affida il suo futuro a questa invenzione?

“Sì, sono ancora disoccupato, vado avanti coi risparmi per cui cerco di vendere l’Aprimoka.

E’ faticoso, anche perché non sono un tipo molto espansivo, un venditore dovrebbe essere più sciolto e dinamico di quanto io sia. Per cui punto tutto sui Social e cerco di fare dei Reel più accattivanti con musiche divertenti.

In realtà, mentre facevo questa invenzione, ho scritto anche un libro per spiegare alle persone che non sanno nulla di invenzioni come depositare un brevetto.

Magari ci sono altri disoccupati come me che non sanno come sbarcare il lunario e che in anni di lavoro hanno maturato l’idea di un’invenzione. Gli spiego come si può fare partendo da zero in autonomia e spendendo solo 50 euro per depositare il brevetto”.

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