Bue costretto con corna colorate nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli

Gli animalisti della Lav: “E’ stato violato il Regolamento comunale tutela animali, venga applicata la sanzione”

Un bue è stato costretto per almeno due giorni a essere esibito con tanto di corna colorate di celeste nel Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli in una rievocazione cosiddetta artistica a firma della slovacca Petra Feriancova.

Il Complesso monumentale pubblico ha prima pubblicato le foto dell’esibizione di un animale nelle parti al chiuso del complesso, senza accesso ad acqua e cibo, e solo a seguito delle proteste si è affrettato il giorno seguente a specificare invece il contrario https://www.facebook.com/santuariodiercolevincitore informando che l’animale è stato affittato con capre girgentane da una ditta specializzata, che il colore per le corna è lavabile e che come richiesto dall’Asl Roma 5 il bue è stato anche all’ombra.

La LAV, che condanna l’uso degli animali in qualsiasi attività, ha però visto che il Regolamento comunale di Tivoli vieta esplicitamente tali utilizzi di animali e ha scritto al Comandante della Polizia Municipale e al Sindaco poiché l’articolo 16 comma 1 del vigente Regolamento comunale tutela animali stabilisce che  “è vietata su tutto il territorio comunale qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche” come chiaramente successo al santuario di Ercole Vincitore e ha quindi chiesto l’applicazione della relativa sanzione prevista dall’art. 49 comma 2 del medesimo regolamento, consistente nel pagamento di una somma da euro 25.00 a euro 500.00, che dovrà essere proporzionata anche in relazione al numero di animali coinvolti.

“Gli animali hanno diritto a non essere catturati, trasportati e tenuti in un luogo sconosciuto e sotto stress, tanto più per una performance di cui nessuno sentiva il bisogno a parte gli ideatori ma capendo che le motivazioni etiche non sono bastate a farli desistere, e che acqua e cibo per l’animale sono il minimo dovuto per non incorrere in violazioni ben più gravi di maltrattamento previste dal Codice penale, c’è un Regolamento comunale di tutela degli animali che non è stato preso in nessuna considerazione né dall’artista slovacca né dal responsabile dell’area archeologica – ha detto David Nicoli, responsabile della sede provinciale romana della LAV – peraltro è stato dato modo chissà a quale titolo a una privata di utilizzare uno spazio pubblico e chiediamo un intervento anche al direttore del sito Andrea Bruciati, alla Soprintendente Margherita Eichberg, e al Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini poiché con questa esibizione il bellissimo sito di Ercole Vincitore non ha acquistato alcunché in fascino per i visitatori, anzi il contrario”. (comunicato stampa LAV)

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