Gratteri dice no

Come prevedibile iniziano a sfilare le dichiarazioni contrarie alla riforma della prescrizione pensate da Marta Cartabia

Il primo ad uscire è stato il più alto in grado. La voce attualmente più autorevole è infatti quella del procuratore di Catanzaro che è stato protagonista di maxi arresti contro la ‘ndrangheta. “Se questo impianto rimarrà intatto – secondo Gratteri –  il 50 % dei processi finirà sotto la scure della improcedibilità, con la riforma della prescrizione della ministra della Giustizia Marta Cartabia. E temo che i 7 maxi processi contro la `ndrangheta che si stanno celebrando nel distretto di Catanzaro saranno dichiarati tutti improcedibili in appello”.

Il vulnus della riforma Cartabia,  come avevamo detto, è la prescrizione. “In termini concreti le conseguenze saranno la diminuzione del livello di sicurezza per la nazione, visto che certamente ancor di più conviene delinquere”. Ipse dixit in audizione alla commissione giustizia della Camera. Il tema è anche l’improcedibilità dell’azione penale. Ha detto Gratteri: “fissare una tagliola con un termine così ristretto vuol dire non assicurare che tutto venga analizzato con la dovuta attenzione”.

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Ma la critica del procuratore di Catanzaro tocca anche l’argomento delicato relativo alla produttività dei magistrati. Il problema non riguarda solo i processi di mafia ma anche le procedure amministrative che tanto stanno a cuore all’interesse dell’Unione Europea e del fare impresa. Il tempo tra Appello e Cassazione, argomenta Gratteri, non è collegato alla produttività dei magistrati. I magistrati italiani, sempre secondo il procuratore, sono oberati di lavoro per maggiori procedimenti di cui si occupano.

 

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