DAL TG – “Con l’obbligo non deve esserci consenso”

Lo pensano molti cittadini intervistati nel sondaggio nel nordest. Ma è anche parere condiviso che il vaccino resta l’unico modo per uscire dalla pandemia  

I cittadini di Guidonia, Tivoli e Sant’Angelo Romano concordano sul fatto che questo obbligo proclamato con decreto legge il 8 gennaio per gli over cinquanta debba liberarli dal firmare il consenso informato. Diverso parere, però, da Fiano Romano. Sullo sfondo c’è l’episodio balzato tra i fatti di cronaca più richiamati, dove una donna, avendo scritto di suo pugno la postilla in cui non liberava lo Stato delle responsabilità di eventuali effetti avversi, si è vista rifiutare la somministrazione del vaccino.

Secondo Daniela Proietti, casalinga di Marcellina, lo Stato deve prendersi le sue responsabilità. Vuole sia modificato, ben “sapendo che il consenso informato va firmato per ogni tipo di intervento. Daniela ha già fatto due dosi, deve fare quella booster, ma stavolta vuole che lo Stato aggiunga una postilla in cui lo Stato si prenda carico delle eventuali conseguenze di effetti indesiderati dopo la somministrazione della dose. Lo stesso è il pensiero dell’avvocato Carlo Rienzi di Codacons. “Una cosa assurda obbligare i cittadini a fare il vaccino ed esonerarlo da rimborsare il cittadino in caso di eventuali danni. Rifiutatevi di firmare il consenso informato se non contiene la postilla in cui lo Stato si prende le sue responsabilità perché anche un danno lieve che non consente di lavorare per due o tre giorni deve essere risarcito dallo Stato”.

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Introduce un nuovo tema Ezio Curti da Guidonia: “Aldilà dello Stato la responsabilità se la dovrebbe prendere la casa farmaceutica che ha messo in vendita il vaccino”. Anche Curti ritiene che “la vaccinazione debba essere obbligatoria per tutti, non dovrebbe essere firmato un consenso informato”.

Da Sant’Angelo Romano, Vincenzo Molinaro “Il vaccino è stato fatto in fretta. Attribuire tutto allo Stato non è corretto. Dovrebbero almeno informarci meglio ma non lo fanno. Bisogna approfondire bene a cosa andiamo incontro firmando. In effetti ad assumersi tutta la responsabilità dovrebbe essere lo Stato ma bisogna anche ammettere che questo è un nuovo virus … Sono contrario però a chi si ribella, i no vax. Noi che ci vacciniamo siamo coglioni?”.

Avverso alla logica degli obblighi è anche Antonio Del Priore da Tivoli: “un conto che io lo scelga con volontarietà il vaccino, un conto che io lo faccia per obbligo … Altri esempi, lo Stato non mi dà la possibilità di avere questa mascherina senza doverla acquistare. Altro caso, invece, se entro in ospedale perché ho un problema fisico, debbo farmi un’operazione urgente e mi viene fatto firmare un consenso che libera di tutte le responsabilità”.

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Di parere diverso Lucio da Fiano Romano che ritiene “non sia il caso di aggiungere altre difficoltà oltre quelle che già abbiamo. Dobbiamo vaccinarci anche a costo di prenderci qualche piccolo rischio”. Sempre Lucio: “Sono d’accordo anche sull’obbligatorietà per gli ultra cinquantenni”.

Invece Vincenzo, sempre da Fiano Romano, partendo dalla sua situazione di persona che deve sottoporsi sistematicamente a visite di controllo, risponde a distanza a Daniela da Marcellina. “Debbo firmare ogni volta questa informativa. Non mi pongo molti problemi perché so che è l’unico modo per tenere sotto controllo la mia malattia. Lo firmo e basta”. Vincenzo parla anche a seguito della sua esperienza col Covid nel periodo in cui non c’erano ancora i vaccini: “se questa signora, come me, avesse vissuto il Covid sono sicuro che non avrebbe tentennamenti a farsi il vaccino e a farsi somministrare terza, quarta ed ennesima dose”.

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