Sepoltura feti, stop al nome della mamma sulle tombe

L'Assemblea Capitolina modifica il regolamento di polizia cimiteriale: più anonimato per feti e aborti

L’Assemblea Capitolina ha approvato, oggi, la proposta di modifica del Regolamento di Polizia Cimiteriale risalente al 1979 in materia di inumazioni di feti, nati morti e prodotti abortivi.

Ad oggi, l’inumazione di prodotti abortivi -20/28 settimane – e dei feti – più di 28 settimane – nei cimiteri capitolini è automatica e viene disposta nelle medesime aree dove vengono sepolti i bambini nati morti.

I prodotti del concepimento – sotto le 20 settimane – vengono invece inceneriti d’ufficio.

Sceglierà la mamma

Con questo provvedimento si modificano gli articoli 4 e 28 del Regolamento disponendo che la donna o gli eventuali aventi diritto possono optare per l’inumazione o per la cremazione dei prodotti del concepimento, dei prodotti abortivi e dei feti.

Tutela dell’anonimato della donna

La seconda importante modifica riguarda la tutela dell’anonimato della donna prevedendo che sul cippo funerario, non più la croce, posto nell’area di inumazione (riquadri dei bambini) sia riportato solo un codice alfanumerico associato al numero di protocollo della richiesta. Viene anche accolta la proposta, per chi lo richieda, di apporre sul cippo un nome anche di fantasia, un vezzeggiativo, un simbolo o una data.

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L’elenco dei protocolli viene custodito nel cimitero e il suo accesso è consentito esclusivamente alla donna o agli aventi diritto nel caso di decesso della donna interessata.

Con l’approvazione di questa proposta viene modificato un Regolamento ormai datato, così come oggi risulta obsoleto il quadro legislativo nazionale di riferimento, cioè il DPR n.285 del 1990 –  ha dichiarato l’Assessora Alfonsi. Una battaglia di civiltà, che abbiamo portato avanti in difesa del diritto di scelta delle donne che interrompono la gravidanza di dare sepoltura o richiedere l’incenerimento dei prodotti abortivi o dei feti, con la più ampia possibilità di decidere e in totale riservatezza.

“Un provvedimento che è il frutto di un processo di interlocuzione e di ascolto condotto insieme all’assessora alle Pari opportunità Monica Lucarelli con l’obiettivo di tutelare la privacy delle donne e di impedire il ripetersi di fatti drammatici come quello accaduto al Cimitero Flaminio due anni fa, quando una donna ha visto il proprio nome indicato sulla croce dove il suo feto era stato sepolto”, ha aggiunto Alfonsi.

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Oggi si è chiusa una fase fondamentale per i diritti delle donne. Per la tutela della loro privacy e del rispetto delle loro scelte”, ha dichiarato l’assessora alle attività produttive, pari opportunità e sicurezza di Roma capitale Monica Lucarelli.

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