Stadio della Roma a Tor di Valle, condannato l’ex grillino Marcello De Vito

Otto anni e 8 mesi per l’allora Presidente del Consiglio. Altri 8 condannati, ma crolla l'ipotesi di un "Sistema Parnasi"

Non era un’associazione a delinquere e non esisteva alcun “Sistema Parnasi”.

Ma dietro al vecchio progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle si nascondeva una fitta rete di rapporti tra politica e “colletti bianchi”, era una vicenda di ordinarie “mazzette” e favori.

Si è concluso così ieri, venerdì 5 aprile, il maxi-processo di primo grado per lo stadio mai nato con 22 imputati a vario titolo per corruzione, traffico di influenze e finanziamento illecito.

Nove le condanne, per un totale di 30 anni di carcere contro gli oltre 100 anni richiesti dalla Procura, che si è vista ridimensionare l’impianto accusatorio e assolvere 13 imputati.

I Giudici di piazzale Clodio hanno inflitto la pena più pesante di 9 anni di carcere all’avvocato Camillo Mezzacapo, considerato il presunto socio di Marcello De Vito, ex presidente dell’assemblea capitolina durante la consiliatura della sindaca Virginia Raggi, condannato a sua volta a 8 anni e 8 mesi di reclusione.

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Secondo la Procura, De Vito e Mezzacapo avrebbero intessuto con l’imprenditore Luca Parnasi i rapporti corruttivi più gravi, per superare la contrarietà dei cinque stelle e pilotare le procedure amministrative necessarie alla realizzazione dello Stadio a Tor di Valle.

Per entrambi è stata disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la confisca di 230mila euro da risarcire a Roma Capitale.

Tre anni di pena più l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici all’ex Presidente di Acea, Luca Lanzalone, considerato un “facilitatore” dell’iter per arrivare “a dama”.

In un separato giudizio secondo il rito abbreviato l’imprenditore Luca Parnasi era già stato condannato a 2 anni e Giulio Centemero a un anno).

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Tra gli altri condannati ci sono: l’ex sindaco di Marino e consigliere regionale Adriano Palozzi (un anno e 10 mesi), Giulio Centemero, parlamentare della Lega (un anno e 50 mila euro di multa), Gianluca Bardelli (6 anni e 8 mesi oltre alla confisca di 110 mila euro da versare a Roma Capitale), l’imprenditore Giuseppe Statuto (un anno e 6 mesi), il commercialista Andrea Manzoni (8 mesi e una multa di 30 mila euro).

Tredici gli assolti: l’ex assessore regionale Michele Civita, Francesco Bonifazi, ex tesoriere del Pd, l’ex forzista e attuale Segretario regionale della Lega Davide Bordoni, l’ex soprintendente Francesco Prosperetti, Fabio Serini, Gianluca Talone, Domenico Petrolo, Fortunato Pititto, Claudio Santini, Giampaolo Gola, Paolo Desideri, Vanessa Aznar e Nabor Zaffiri.

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