GUIDONIA – Quelle ragazze e quei ragazzi a San Pietro per l’ultimo saluto a Giovanni Paolo II

Il 2 aprile 2005 una classe di quindicenni dell'Istituto Tecnico "Pisano" in treno va a porgere l’ultimo saluto al Papa. Ora sono mamme e padri. Il ricordo del loro ex prof

di Eusebio Ciccotti

Antonella (madrelingua spagnola), Letizia, Annalisa, Riccardo, Emanuela, Martina, Letizia, Eugenia, Serena, Alex (madrelingua romena), Nicole, Ana Gabriella (madrelingua romena), Denise, Vasile (madrelingua romena), Maria Rita, Alessandra.

Di altri non ricordo i nomi, e me ne scuso.

La sera del primo aprile mandai un messaggio agli studenti: “Domattina vi aspetto tutti alla stazione di Guidonia, andiamo a salutare il Papa.

Ditemi se i genitori sono d’accordo”.

Alle cinque del mattino del 2 aprile 2005, circa trenta genitori accompagnano i loro figli, i miei studenti delle classi II AT e II BT (“T” stava per turistico), dell’ex Istituto tecnico turistico “Leonardo Pisano” di via dei Platani, alla stazione ferroviaria di Guidonia Montecelio.

Alcuni non se la sentirono di alzarsi presto, era sabato, giorno di riposo; diversi avevano già programmato il week end con la famiglia.

Ma la maggioranza aderì con entusiasmo.

Dalla stazione Termini in metro sino a Ottaviano e poi verso piazza San Pietro.

Arrivammo intorno alle sette del mattino.

Già molte persone erano in attesa nell’ampia Via della Conciliazione.

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Ci mettemmo in fila anche noi.

Piano piano si avanzava.

Era una giornata di sole, ma con una bella tramontana.

Per quasi tutti quei ragazzi di quindici-sedici anni era la prima volta dalle parti del Vaticano.  Da dentro la fila allungavano l’occhio verso piazza San Pietro e la bellezza barocca della Basilica. Osservavano stupiti l’afflusso dei fedeli intorno a loro, che man mano aumentava, e la fila alle loro spalle diventava infinita. Felici di essere arrivati di buon’ora.

Erano sorpresi dalle diverse lingue che ascoltavano, dalle differenti etnie dei fedeli presenti, dei differenti abiti di suore. religiosi, preti. In prossimità della Piazza ecco le televisioni straniere.

L’alunna Antonella La Barrera, di origine peruviana, appena vide le TV della Spagna e di alcuni Paesi sudamericani, me le segnalò.

Subito le dissi “Vai da loro e presentati in spagnolo. Racconta perché siete qui”.

Venne intervistata, spiegando chi era quel gruppo di studenti con cui era in San Pietro, da dove veniva, e che ognuno ci teneva a porgere l’ultimo saluto e una preghiera per il “nostro“ papa Giovanni Paolo II.

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Antonella tornò felice nel gruppo, raccontava ai suoi compagni dell’intervista.

A questo punto si fece coraggio anche l’alunno Vasile (romeno), che padroneggiava un ottimo inglese, e andò vicino alle TV di lingua inglese.

Anch’egli raccontò perché degli studenti avevano rinunciato al loro sabato libero “per venire dal Papa”.

Quelle ragazze e quei ragazzi, ora sono mamme e padri.

Non so quanti ancora vivano nella nostra città. Quanti altri siano in giro per il mondo. So che non hanno mai dimenticato quel 2 aprile 2005.

Soprattutto quando passarono davanti al feretro di Papa Giovanni Paolo II e lo salutarono con una segreta preghiera.

Cari ex alunne e alunni, vi ringrazio per avermi dato uno dei giorni più intensi e indimenticabili della mia vita di insegnante ed educatore.

Tutto avvenne in un giorno in cui non si andava a scuola.

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