MONTEFLAVIO – Fonte Orsini celebra 400 anni con “Ennio Moricone Story”

Concerto ad alta quota per la prima fonte d'acqua del Borgo

Un tempo era denominata “Fonte Vecchia”, essendo stata la prima dalla quale gli abitanti per secoli si sono approvvigionati di acqua potabile, hanno fatto il bucato e abbeverato gli animali.

Poi è stata ribattezzata dal Comune “Fonte Orsini” in omaggio al nobile casato romano che fondò il borgo situato a 800 metri d’altezza.

 

Un’immagine attuale di Fonte Orsini

 

Domenica 9 agosto 2026, alle ore 20:30, Fonte Orsini a Monteflavio si trasforma in un palcoscenico naturale per l’Ennio Morricone Story, un evento organizzato dal Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili.

Un concerto in montagna che intreccia storia, natura e musica, proprio nell’anno in cui Fonte Orsini celebra i suoi 400 anni.

 

Il Maestro Giuseppe Galli dirige l’Orchestra di fiati Soundtrak Music Orchestra

 

Sul palco l’Orchestra di fiati Soundtrak Music Orchestra, diretta dal Maestro Giuseppe Galli, insieme al soprano Arianna Morelli e alla voce bianca Sofia Paterni, per un omaggio alle indimenticabili colonne sonore del grande Maestro, in una delle location più suggestive del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili.

Un appuntamento imperdibile per vivere la musica sotto le stelle, immersi nella natura del Parco.

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Foto dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione ICCD del Ministero della Cultura
Secondo la pagina Facebook “Monteflavio nella storia”, la fonte fu costruita nel 1626, formata da sei vasche – oggi quattro – orizzontali e contigue disposte a gradinata comunicanti tra loro.
La prima vasca, nella quale arrivava direttamente l’acqua attraverso le tre cannelle in pietra, è sormontata da una costruzione “cisterna di accumulo” con una apertura dove alla base vi è scolpito lo scudo degli Orsini con le bande trasversali, un’anguilla nera, la rosa e la corona, mentre nella parte superiore, architrave in pietra, vi è incisa la data di realizzazione in numeri romani MDCXXVI; una quarta cannella sempre in pietra è posta all’inizio della seconda vasca, nella stretta parete che forma l’angolo della struttura dove più in alto si trova un’ulteriore apertura per la fuoriuscita dell’acqua.
Oggi solo da una, quella centrale, sgorga l’acqua freschissima.
Nella parete posteriore della costruzione, in corrispondenza del tracciato dell’originaria condotta che dalla montagna scende e si introduce nella fonte, in un blocco di pietra, vi è un’antica incisione “CONDOT° CAN ..I”.
Attraverso l’utilizzo di spazzole rudimentali la fonte veniva svuotata e ripulita, la parte utilizzata come lavatoio doveva essere coperta come si può intuire dalla struttura dei ruderi e da una delibera del Consiglio Comunale del 14 aprile 1907.
Il faticoso lavoro del lavaggio del bucato a mano avveniva utilizzando il sapone, soda naturale e acqua filtrata nella cenere, nota per il suo contenuto potassico sgrassante, e portato dalle donne con la cesta sulla testa sistemata in bilico sulla “𝑠𝑝𝑎𝑟𝑟𝑎”, specie di canovaccio arrotolato, trasporto utilizzato anche per le conche di rame riempite d’acqua potabile.
La fonte è stata un centro di incontro ed aggregazione sociale per tutta la popolazione, una specie di 𝑠𝑎𝑙𝑜𝑡𝑡𝑜 soprattutto per le donne dove, tra un lavaggio ed un risciacquo, si raccontavano storie e pettegolezzi anche fantasiosi, si scambiavano notizie, intonavano canti, scherzavano ed alle volte litigavano, ora un prezioso monumento storico, originale testimone del tempo vissuto e salvaguardia delle tracce materiali lasciate dagli avi Monteflaviesi.
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