L’epidemia di vuoto decisionale

L’esperienza della pandemia non ci ha insegnato a guardare ai problemi con lo sforzo di un’analisi oggettiva ma si è continuato ad esaltare il proprio male

Tre i vaccini distribuiti in Italia: Pfizer, Moderna e Astrazeneca. Superano di tre milioni le persone vaccinate ma solo un milione duecentomila hanno fatto anche il richiamo che dà una ragionevole tranquillità. IN questo quadro generale impazzano le varianti che definire solo inglesi sarebbe una riduzione fuorviante perché i virus sono tutti in continua mutazione. Si doveva prevedere e per questo si doveva fare presto. Ora ci troviamo nuovamente a rincorrere quando invece pensavamo di cominciare a tenere sotto controllo la situazione e così poter sperare in positivo regresso del contagio. Non è così. Le notizie positive però ci sono. I vaccini menzionati sono in grado di prevenire la diffusione del virus ed anche per questo bisogna fare presto. Si sta lavorando a un vaccino universale che riesca a colpire il nucleo oltre che lo Spike del virus. Arriveranno altri vaccini in grado di contribuire alla lotta al Covid e sicuramente sarà superata in sede giuridica la questione della replicabilità del vaccino anche da altre industrie farmaceutiche che non hanno il brevetto.
In questo quadro di problemi i notiziari sembrano occuparsi esclusivamente delle vacanze in montagna andate a monte. Sappiamo perfettamente che ciò comporta un danno aziendale pesantissimo e mette in crisi tante attività. Ma c’è una politica dei ristori assicurata dal governo nazionale e non ci si può permettere di mettere nel novero tante vite perse per assicurare gli introiti stagionali e le vacanze dei fortunati che possono andarci. La disattenzione grave è stata del governo precedente che ha dato false illusioni quando sapeva della persistenza in atto di una nuova diffusione del virus. La piaggeria dei notiziari è quella di vellicare il pezzo d’Italia lamentoso disattendendo il quadro generale.
L’esperienza della pandemia non ci ha insegnato a guardare ai problemi con lo sforzo di un’analisi oggettiva ma si è continuato ad esaltare il proprio male. Ed è proprio in questo senso la mancanza del nostro paese di una classe dirigente in grado di guardare avanti. Dovremo occuparci anche di questo male.
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