Tra una serie Tv e musical, il “body-painting” dell’orrore per il vostro Halloween

Fra i film che Cristina più ammira c’è “Dallas Buyers Club”, il film che ha vinto un Oscar con un budget per il trucco di soli 250 dollari

Cristina del Vecchio, 32 anni, di Marcellina è una Make Up Artist in continua evoluzione, durante l’ultimo anno si è dedicata molto allo studio del body-painting, distaccandosi un po’ dal mondo del “trucco beauty” e frequentando dei nuovi corsi che potessero permetterle di approfondire questo campo. Creativa e piena di voglia di raccontare storie utilizzando l’arte del trucco, al momento si sta dedicando anche alla realizzazione di maschere in lattice e resina per cosplayer e il suo sogno, immutato, resta quello di poter creare maschere che possano essere utilizzate anche per il mondo teatrale. Cristina è un’esperta di trucchi “spettrali”, un’ottima conoscitrice del cinema horror e, sebbene apprezzi molto la pagana festa di Halloween, al momento ancora non ha in mente la sua maschera.
“Però, ora che ci penso opterei per qualcosa non a tema Halloween. Dato che ormai ci si veste un po’ da qualsiasi cosa, direi che rifarei una cosa in stile Marvel.”. Ed effettivamente cavalcherebbe un genere che si è molto affermato negli ultimi mesi: la famosa casa di produzione cinematografica ha infatti fatto uscire una miniserie intitolata What If… in cui gli Avengers diventano zombie.

Per te cos’è Halloween?
L’ho sempre vita come una festività che mi rispecchia essendo un’amante dei film horror. Essendo poi una truccatrice e appassionata dei trucchi molto particolari, teatrali, apprezzo questa festività. Ecco, per me non vuol dire solo fare dei trucchi horror, ma anche “teatrali”, o realizzare uno scheletro o una strega a mo’ di body painting. Uno degli scheletri che ho realizzato non è uno scheletro vero e proprio, ma è una rivisitazione che ho voluto fare, un po’ particolare. Halloween è un po’ un pretesto per dare sfogo alla mia creatività.

Sei un’appassionata del genere cinematografico?
Più che film, mi hanno appassionato le serie TV, come Supernatural, anche in Lucifer ci sono effetti speciali molto particolari; più che altro guardo serie con tematiche di zombie, demoni. Per quanto riguarda il face-painting, tra l’altro, ce n’è anche una sul mio musical preferito: Elphaba (foto a sx.), la strega dell’Ovest di Wicked.

Ti è mai capitato di truccare qualcuno per questi eventi, come Halloween?
Sì, una delle prima volte si è trattato di un trucca bimbi proprio per Halloween, in cui ho realizzato tantissimi trucchi fra zombie, streghe e scheletri. Negli anni ho continuato e, fra i più richiesti, c’è sempre la “morte messicana”, che è molto particolare. Una volta invece mi è capitato un ragazzo che mi ha chiesto di truccarlo da Venom… mi pare che fosse uscito da poco anche il film.

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Quello più difficile?

Sicuramente è quello ispirato a La casa di carta  (foto a dx.) in cui ho giocato con un effetto d’illusione: sembra infatti che la maschera si stia togliendo dal viso. Perciò ho realizzato una zona più scura sotto e poi ho approfondito gli studi su quello e ho iniziato a realizzare dei piccoli bodypainting che, alla base, avessero proprio il gioco d’illusione.

E quella che, invece, vorresti tanto realizzare?
Mi sono tolta la soddisfazione di realizzare Elphaba lo scorso anno… diciamo che quelli che volevo fare, li ho fatti, per il momento. Mi piacerebbe realizzare uno zombie fatto bene, prima o poi.

Come ti sei avvicinata a questo mondo fatto anche di effetti speciali?
Mi sono avvicinata al face-painting perché, da amante dei musical, ho deciso di intraprendere il percorso di truccatrice per diventare in futuro, chissà, una truccatrice professionista per il mondo del teatro. Questo è stato il punto di partenza. Uno dei primi trucchi, anzi, forse proprio il primo, è stato quello di cui ti parlavo prima, ovvero quello di Elphaba. La passione per il face-painting poi è maturata ulteriormente durante questo ultimo anno, in cui ho avuto modo di approfondire l’argomento.

Che tipo di preparazione richiede?
Il face-painting si realizza con gli aquacolor, che sono dei colori fatti apposta per questo genere di trucco e sono molto simili a quelli che vengono utilizzati per i trucca bimbi. La differenza è che quelli che vengono utilizzati nel trucco teatrale hanno una durata maggiore e richiedono una stesura particolare. Per quanto riguarda il body-painting, invece, sto studiando per realizzare delle figure intere e al
momento sono arrivata a truccare fino al mezzo busto. Se qualcuno vuole avvicinarsi a questo mondo, il consiglio che do è sempre studiare tanto, perché con semplici accorgimenti si può migliorare moltissimo il lavoro che si va a fare. Ecco, sicuramente studiare tanto e avere tanta fantasia per rappresentare le proprie idee.

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Perché avvicinarsi proprio al mondo del body painting?

Quello che ha avvicinato me a questo mondo è stato il fatto che è un’arte vera e propria con la quale puoi mettere in gioco tutte le tue capacità artistiche e tutta la tua fantasia e le tue idee. Puoi trasportarle sul corpo di una persona e interpretarle a modo tuo, come fa un pittore sulla tela. La persona diventa la tua opera d’arte che può impersonare ciò che tu vai a dipingerle sopra.

Ci sono delle teatrali o cinematografiche di cui ammiri effetti speciali e trucchi?
Devo attingere al mondo dei musical: come ti dicevo prima, ammiro molto Wicked, ma nel frattempo non posso non farti nomi di altre opere come Cats o Rocky Horror Picture Show che sono proprio tra i primi musical che ho visto e che, appunto, mi hanno fatta avvicinare a questo mondo, perché ero affascinata dai trucchi e dalle trasformazioni che avevano i personaggi. Per quanto riguarda proprio gli effetti speciali, sicuramente Supernatural mi ha avvicinata a questo mondo e mi ha dato la spinta per studiare gli effetti speciali, perché avevo

visto nella serie degli elementi che mi avevano affascinata e ho detto “Sì, voglio andare a fare questo lavoro e studiare effetti speciali.”. Per quanto riguarda i film, invece, ti potrei dire (anche se non sono proprio effetti speciali) che ammiro molto il trucco che hanno realizzato in Dallas Buyers Club, con un solo budget di 250 dollari hanno avuto una nomination agli Oscar e lo hanno anche vinto. Questo dimostra che non serve un budget altissimo per realizzare un buon lavoro, ma basta la bravura dei

professionisti che svolgono il lavoro e, con così poco budget, hanno trasformato Jared Leto facendolo diventare una donna e, soprattutto segnare sul loro volto, soprattutto su quello di Matthew McConaughey, in modo da far trasparire il loro dolore e la malattia. Ammiro molto il lavoro che hanno svolto i professionisti in questo film. (Articolo di Tiburno del 26 ottobre 2021).

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