Monterotondo – Il Comune si scusa con Hella Network: pace fatta

L'accordo è stato raggiunto dopo la reazione del network online per la comunicazione inclusiva seguito alla "acquisizione" di una campagna di comunicazione fatta dal Comune senza citare la fonte

Dopo quanche scambio polemico sui social media, Hella Network e il Comune di Monterotondo hanno fatto pace.
La frizione era dalla pubblicazione sui media del Comune di #faccicaso, la campagna di sensibilizzazione contro gli stereotipi di genere lanciata il 19 novembre dal Comune. Era la prima campagna comunale di sensibilizzazione contro gli stereotipi di genere nei luoghi di lavoro, che parlava dei cliché linguistici e comportamentali che condizionano la quotidianità delle donne.
Alcuni esempi della campagna nel testo dichiaravano, ad esempio:
Lui è “dottore” indipendentemente dal fatto che sia laureato, lei è “signora anche se laureata; lui è autorevole mentre lei è aggressiva; a lui si fanno i complimenti per il suo lavoro, a lei per il suo aspetto.
Il copy e le immagini però erano state prese da una campagna elaborata da alcune professioniste di Hella Network, il network online per la comunicazione inclusiva. Accortasi della “acquisizione” fatta senza citare la fonte, Flavia Brevi, la fondatrice ha espresso il suo disappunto per il mancato riconoscimento della maternità della campagna e si è confrontata con l’aministrazione.
“Abbiamo dialogato con il Comune Di Monterotondo“, è apparso dopo pochi giorni sulle pagine di Hella Network, “che ha ammesso il proprio errore, ritirato la campagna #faccicaso in quanto riprende i testi e il concept creativo della campagna “Sto solo facendo il mio lavoro” e si è impegnato a diffondere l’originale. Certo sul Web gireranno ancora le loro immagini, ma constatando il riconoscimento dell’errore da parte del Comune, oltre che la natura senza scopo di lucro dell’iniziativa, abbiamo deciso che per noi la vicenda finisce qui”.
Oggi sulla pagina Facebook del Comune di Monterotondo è apparso un commento che specifica ulteriormente l’esito bonario della questione: “Il nostro intento non era doloso, non aveva evidentemente alcun scopo di lucro ma era solo funzionale all’obiettivo di scardinare linguaggi, stereotipi e cliché linguistici di uso comune che, come tali, sono immediatamente riconoscibili. Una riconoscibilità tanto più evidente grazie alle intuizioni e al lavoro delle professioniste di Hella Network, che, come noi, vogliono porre fine a questa vicenda in nome del comune obiettivo e alle quali porgiamo le nostre scuse. Dagli errori si impara sempre. E il nostro impegno su questi temi certamente non viene meno: il progetto #faccicaso, che comunque non si sarebbe esaurito in questa occasione, verrà riproposto in tutte le articolazioni di eventi, seminari, giornate di formazione previste e, ovviamente, con campagne di sensibilizzazione diversificate in base ai target che verranno individuati”.
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