MONTEROTONDO - Delitto in baraccopoli, assassinato un clochard

Costantin Horonceanu, 63 anni, colpito da numerose coltellate al torace. Il corpo senza vita ritrovato il giorno di Natale in un container di via Semblera allo Scalo da un volontario della Comunità di Sant’Egidio che gli aveva portato il pranzo.

A ritrovarlo senza vita all’interno di un container è stato un connazionale che gli aveva portato il pranzo. La vittima colpita con numerose coltellate al torace e abbandonata esanime nel suo alloggio di fortuna. Delitto di Natale a Monterotondo Scalo in provincia di Roma, dove nella mattinata del 25 dicembre è stato scoperto l’omicidio di Costantin Horonceanu, romeno di 63 anni soprannominato “Tichi”, un passato da pugile in patria, una baracca isolata come tetto in via Semblera allo Scalo, a ridosso delle ex Fornaci di via Salaria.

Sul caso indagano i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo e del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia coordinati dal sostituto procuratore di Tivoli Lelia Di Domenico. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il delitto di Natale si è consumato tra le 3 e le 4 del mattino del 25 dicembre ed è maturato nell’ambito della comunità di clochard che vive a Monterotondo Scalo in alloggi di fortuna ricavati all’interno delle dismesse fornaci, di roulotte e baracche costruite a ridosso dell’ex impianto industriale di via Salaria. Sbandati e senza fissa dimora, per lo più romeni, assistiti con viveri e vestiario dalla Comunità di Sant’Egidio.

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A scoprire il cavadere di Costantin Horonceanu è stato Cristiner C., un connazionale volontario di Sant’Egidio che verso mezzogiorno si era recato nella baracca della vittima per consegnargli il pranzo di Natale e le sigarette. L’uomo ha immediatamente allertato il 112 e sul posto sono intervenuti i carabinieri di Monterotondo e Ostia che hanno effettuato i rilievi all’interno del container occupato dalla vittima.

I militari hanno repertato un berretto con la visiera macchiato di sangue, altre otto campionature di tracce ematiche rinvenute nella baracca, oltre ad una impronta digitale parziale individuata su un mobile all’ingresso della baracca. Il materiale repertato è stato sequestrato e inviato al Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche” dei Carabinieri di Roma.

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Nella stessa giornata di Natale e in quella di Santo Stefano gli investigatori hanno raccolto sommarie informazioni da alcuni romeni che abitano nell’ambito della baraccopoli di via Semblera alla ricerca di elementi utili per imboccare la pista giusta alla soluzione del caso.

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