Salute Mentale, la Consulta regionale contro il bonus Zingaretti

"Voucher? Ma se l'accesso ai Dsm è gratuita"

La Consulta regionale per la salute mentale dice no al bonus psicologico approvato dalla Regione Lazio pochi giorni fa. L’organismo di partecipazione, tutela e promozione in materia della salute mentale durante a conclusione di una riunione ha deciso di esprimere pubblicamente il suo disappunto, sperando che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti “possa ripensarci”.
Il fondo da 2,5 milioni di euro dedicato all’accesso alle cure per la salute mentale e la prevenzione del disagio psichico ai giovani e alle fasce più fragili, da utilizzare in strutture pubbliche del Lazio, secondo la consulta avrebbe dovuto avere una diversa destinazione.
Quella rivolta a “quegli interventi – come riporta una nota stampa – strutturali che rafforzino la rete territoriale ed ospedaliera dei Servizi pubblici psichiatrici, con particolare attenzione alla salute mentale degli adolescenti/giovani adulti”.
La presidente della consulta, Daniela Pezzi, sottolinea come il voucher/bonus psicologico promosso dal presidente Zingaretti sia una “risposta sbagliata ad un bisogno giusto”, perché, a suo dire, si sarebbe dovuto piuttosto incrementare le risorse da destinare alle assunzioni di operatori.
VOUCHER? L’ACCESSO AI DSM E’ GRATUITA
Secondo la consulta quindi occorrerebbe prima implementare le risorse dei Dipartimenti di salute mentale. Inoltre nel comunicato si specifica che “la presa in carico del paziente psichiatrico nei DSM è ancora gratuita e quindi la sua dichiarazione ‘voucher da utilizzare presso strutture pubbliche del Lazio non può trovare applicazione”.
Per Federico Conte, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, invece, “Mettere in discussione il fondo per il sostegno al benessere psicologico annunciato dalla Regione Lazio è un errore. Non solo perché la misura si rivolge a un’area di bisogno ancora ampiamente sottovalutata, ma perché la fisionomia dello strumento appare idonea a intercettare problematiche e segmenti di utenza che altrimenti sfuggirebbero alla percezione degli operatori”.

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