Caso Bridgerton, il “sesso in tv, sempre troppo poco”

Parola della sessuologa Rosamaria Spina: "Così non c'è alternativa alla pornografia"

Che peso hanno nella vita di oggi il sesso, la ricerca del piacere per sé e per il proprio partner? La pandemia prima e poi la guerra in Ucraina hanno diminuito la passione? Non ci resta che assistere alle scene d’amore in tv o neanche più sullo schermo il sesso è adeguatamente rappresentato? A sentir parlare della serie televisiva statunitense Bridgerton, ambientata in una utopica età della reggenza inglese dove le giovani donne cercano marito e le madri sono in fermento, il sesso e la passione ardente sembrerebbero essere al centro della narrazione. La sessuologa Rosamaria Spina sentita sul tema da Dire.it non pensa esattamente così.

Protagonista della prima stagione è Daphne Bridgerton che, al debutto nell’alta società, incontrerà il duca di Hastings e con lui scoprirà quell’ “amore che ti brucia dentro” ma anche e soprattutto il piacere piacere passionale, una rappresentazione che sembra essere decisamente in controtendenza rispetto alle produzioni di serie e film oggi. Dopo Mr Grey (protagonista di ‘Cinquanta Sfumature’) non sono più pervenute scene di sesso sul grande e piccolo schermo. E’ così e perché ciò accade? E’ lo specchio della società odierna?
In questa fiction il sesso c’è ma fino ad un certo punto. Mi aspettavo molto di più da questa serie tv, forse per i ‘rumors’ che l’hanno contornata ma alla fine debbo confessare che ne sono rimasta delusa. Si parla di scene di sesso, di un ‘prodotto’ in controtendenza ma ‘stringi stringi’ finisce tutto in una bolla di sapone perché ciò che è al centro della prima stagione e ancora di più nella seconda è la passione e il romanticismo, dimostrando, ancora una volta, che alla fine ciò che si cerca è il ‘vissero felici e contenti’. Il sesso c’è ma è in secondo piano“.

NEGLI ANNI NOVANTA PIU’ SPAZIO AL NUDO

Molto probabilmente– prosegue Spina- il clamore suscitato è legato al fatto che ultimamente siamo talmente poco abituati alle scene di sesso sullo schermo che quando si vede qualcosa di questo tipo chissà cosa ci sembra. Più in generale mi sento di dire che, infatti, stiamo assistendo da un pò di tempo a questa parte ad un ‘puritanesimo’ sia nel grande che nel piccolo schermo. Direi che c’è un forte ritorno al romanticismo più che alla sensualità. La sessualità oggi è ‘tabuizzata’. Mentre negli anni 80 la visione del nudo nella pellicola cinematografica era molto pronunciata, pensiamo al film ‘9 settimane e mezzo’ ma anche alla commedia per famiglie ‘Una poltrona per due’, oggi non è così. Le scene di sesso sono tagliate di netto.

Viene rappresentato della storia ‘un prima’ e ‘un dopo’ ma manca il ‘mentre’ rispetto all’atto sessuale. Questo è anche un po’ il risultato del movimento ‘Me too’ a cui dobbiamo molto in quanto è stato in grado di cambiare l’atteggiamento nei confronti della donna ma che, di contro, ha generato l’idea un’attenzione a volte esagerata a cosa si dice, si mostra e guarda. Il risultato finale è che nel dubbio oggi si tende a tagliare del tutto l’atto sessuale. Così nessuno può obiettare nulla ma questo è controproducente.

NON C’E’ ALTERNATIVA ALLA PORNOGRAFIA

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Non c’è una alternativa alla pornografia. Mi spiego meglio: al cinema e in tv è stato raso al suolo l’erotismo. E alla fine cosa resta? Solo la pornografia che offre una ‘certa’ idea della sessualità e rischia di sfavorire un atteggiamento sano nei confronti del sesso perché rimanda un’immagine sessuale spesso stereotipata e non aderente alla
realtà”.

– Possiamo dire che Daphne Bridgerton è una donna volitiva, è la ‘Desdemona’ della serie di Netflix perché sa quello che vuole e ‘va a prenderselo’?
“Si Daphne è una ragazza decisa e sceglie il ragazzo di cui è innamorata. In un’epoca in cui erano le famiglie a scegliere per i figli, lei sceglie per se stessa. Assomiglia alle ragazze di oggi- sottolinea la sessuologa- che sono consapevoli delle loro scelte e lottano per arrivare all’obiettivo. La famosa scena in cui lei dice al conte ‘io brucio per te’ lo dice con una intensità elevata. La protagonista non si pone il problema di dichiarare il sentimento forte che prova. Oggi però molte ragazze fanno difficoltà ad esprimere completamente i sentimenti che provano. La pandemia ha creato ulteriori difficoltà ad aprirsi in questo senso finendo per imprimere insicurezza sul fronte delle relazioni“.

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Nella seconda stagione della serie Netflix il protagonista stavolta è il visconte Anthony Bridgerton che è alle prese con la ricerca della ‘viscontessa giusta’. Gli elementi caratteristici di questa stagione sembrano cambiare e essere improntati sul ‘senso del dovere’,di non consumare tutto subito. Crede che questo possa essere d’ispirazione ai ragazzi di oggi che forse sono abituati ad andare sul ‘sicuro’ usando le app d’incontri invece che ricorrere al corteggiamento?
È vero che c’è molto spesso la tendenza a voler consumare tutto e subito. Ma in realtà gli ultimi dati Istat rivelano che l’età media del primo rapporto sessuale si è alzata e si aggira verso i 17 anni mentre fino a qualche anno fa si aggirava intorno ai 15 anni. Se da una parte oggi c’è un largo accesso alla pornografia, alle app di incontri e ad altri strumenti che aiutano nell’approccio quello che circola in giro ripeto è una forte insicurezza e questo porta anche a ‘finalizzare’ poco. Non confondiamo le app come ‘tinder’ equiparandole solo ad una app d’incontri a scopo sessuale. Se analizziamo la serie di match sulla app, nella realtà, pochi si sviluppano in incontri sessuali o persino in un incontro che sia intanto conoscitivo“.

Conclusione?

Invito gli spettatori a guardare Bridgerton con occhio diverso rispetto a come è stata proposta- conclude Spina- Direi che va guardata nell’ottica della passione che è indispensabile all’interno di un rapporto. In ogni caso non fatevi ingannare. Noi vogliamo il lieto fine ma nella vita non sempre è così il ‘felice e contenti’ non è garantito. Una storia passionale non sempre arriva al suo apice con la celebrazione di un matrimonio o dando alla luce dei figli. Il sesso è anche un’altra cosa e passa anche dal corpo. Credo ci si debba concedere la possibilità di vivere un’esperienza appagante anche fine a se stessa, ‘solo’ perché ci è piaciuto a prescindere da una progettualità di vita“.

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