GUIDONIA – Asilo comunale, annullata l’assegnazione dell’appalto alla cooperativa “Gialla”

Il Tar accoglie il ricorso della ditta esclusa “Esperia”: la Commissione di gara è illegittima perché formata da non esperti della scuola

A occhio e croce dovrebbe trattarsi dell’ultima gaffe gestionale da parte dell’amministrazione a guida Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. L’ultima perché il mandato del sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet è in scadenza tra poco più di un mese.

Così, dopo le numerose ordinanze annullate dal Tar perché scritte coi piedi, ora è la volta di un appalto pubblico da milioni di euro ad essere bollato come illegittimo da parte dei Tribunale amministrativo regionale. E’ l’appalto per la gestione triennale (con possibilità di rinnovo per ulteriori due anni) dell’asilo nido comunale “Giardino di Elisa” di via degli Spagnoli a Guidonia Montecelio. Importo: un milione 887.702,30.

Con la sentenza numero 5107 pubblicata oggi, mercoledì 27 aprile, i giudici amministrativi hanno dichiarato illegittima la Commissione di gara e di conseguenza è stata annullata l’aggiudicazione dell’appalto alla “Cooperativa Sociale Gialla” di Colleverde di Guidonia.

Il Tar ha condiviso su tutta la linea il ricorso della “Esperia Srl” di Roma, ditta esclusa insieme ad altre due imprese per mancato superamento della cosiddetta soglia di sbarramento. L’azienda contestava la composizione della Commissione di gara individuata il primo settembre 2021 da parte di Stefano Petrucci, direttore della Centrale unica di committenza della IX Comunità montana del Lazio che ha gestito l’iter per conto del Comune di Guidonia Montecelio.

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Il Presidente era l’Avvocato Pasquale Andrea Chiodi, laureato in Giurisprudenza conseguita a Campobasso, consulenze e incarichi da funzionario nelle Pubbliche Amministrazioni della Campania e del Molise.

Il primo Componente era l’Ingegner Gaetano Vitiello, 43 anni di Acerra, consulente di fiducia di varie amministrazioni pubbliche della Campania per opere pubbliche e valutazione di impatto ambientale di impianti industriali.

Il secondo Componente era l’Ingegner Bernardina Colasanti, 41 anni, incarichi dirigenziali in vari Comuni della Città del Nordest, già membro di commissione per l’appalto sul ciclo integrato dei rifiuti del Comune di Guidonia Montecelio, sempre gestito dalla Centrale unica di committenza della IX Comunità montana del Lazio.

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I giudici amministrativi hanno stabilito che la Commissione è illegittima innanzitutto perché la stazione appaltante avrebbe dovuto verificare la disponibilità di dipendenti interni prima ancora di nominare esperti esterni. Il secondo motivo di illegittimità risiede nella non comprovata esperienza dei commissari di gara nel settore della Scuola a tal punto da escludere l’azienda romana. Uno è avvocato. L’altro è un ingegnere ambientale. Il terzo è specialista in beni architettonici e del paesaggio. Tutti e tre erano stati nominati per valutare la ditta migliore.

Per gli “errori” commessi dall’amministrazione di Guidonia Montecelio la ditta “Esperia” aveva richiesto un risarcimento danni di 346.078,70, oltre interessi legali e rivalutazione, e comunque non inferiore a 86.519,50.

Richiesta respinta dal Tar che ha però condannato il Comune, la “Cooperativa Sociale Gialla” e la cooperativa “Raggio di Sole” (attuale gestore dell’asilo e seconda classificata in gara, costituitasi nel processo) a rimborsare alla “Esperia” 6 mila euro di spese legali.

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