SANT’ANGELO ROMANO – Pensionato massacrato, il padre del fermato: «Nessuno è intervenuto quando chiedevo aiuto»

La disperazione del genitore del 33enne italiano psichiatrico: "Chiedo scusa alla vittima, mio figlio deve essere curato"

di Francesca Romana Severini

 

<<Chiedo scusa alla vittima: se è stato mio figlio, pagherà.

Ma dovrà farlo in una struttura idonea affinché venga anche curato.

In questo mese ho chiamato 20 volte autoambulanze e carabinieri, ma non mi hanno dato ascolto.

Ho segnalato più volte che il ragazzo non stava bene e che bisognava intervenire.

Nessuno mi ha ascoltato.

Poi, quando succedono le tragedie, interveniamo tutti, parliamo tutti>>.

 

 

A parlare è il padre di Cristian C., il 33enne di Sant’Angelo Romano arrestato dai carabinieri e recluso a Regina Coeli per tentato omicidio e tentata rapina, nella forma pluriaggravata, ai danni di Maurizio C., pensionato italiano di 66 anni, anche lui residente a Sant’Angelo Romano, attualmente ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Umberto I di Roma (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

L’anziano genitore, un uomo considerato per bene e stimato nel Borgo di Sant’Angelo Romano, ha contattato la redazione per raccontare la disperazione nel dover gestire un figlio affetto da disturbi psichici e per rivelare i numerosi vani tentativi, messi in atto nell’ultimo mese, per allertare le autorità competenti a causa del progressivo peggioramento delle condizioni di Cristian, seguito da anni dal Centro di Salute Mentale (CSM) di Guidonia, senza però ricevere un intervento concreto.

L’ultimo episodio che aveva profondamente allarmato i genitori risale a mercoledì 24 giugno, quando Cristian si era improvvisamente allontanato da casa, facendo perdere le proprie tracce.

 

 

È stato ritrovato tre giorni dopo mentre vagava nelle campagne non lontane da via Gianni Anacleto, il luogo in cui giovedì pomeriggio 25 giugno si era verificato l’evento delittuoso.

<<Nelle ultime due settimane – inizia a raccontare il padre dell’uomo arrestato e rinchiuso in carcere – abbiamo chiamato sei volte: 112, Forze dell’Ordine e il Centro di Salute Mentale.

Sono sempre intervenuti, ma non hanno mai fatto nulla.

Se io dico una, due, tre, dieci volte che mio figlio non sta bene e nessuno fa niente alla fine io non so che cosa succede>>.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri Cristian avrebbe aggredito anche voi: è vero?

<<Sì, negli ultimi tempi era intrattabile.

Ci aggrediva verbalmente .

Io chiamavo proprio perché non era più gestibile.

Mettetevi nei miei panni: io e mia moglie non sapevamo più che fare, chiamavamo di continuo le autorità. Quando venivano le forze dell’ordine lui faceva il tranquillo e loro concludevano che stava bene.

Appena si allontanavano però succedeva di nuovo il macello>>.

Che rapporto c’era tra vostro figlio e il signore Maurizio C., il pensionato massacrato in casa sua?

LEGGI ANCHE  GUIDONIA - Incendio in frutteria: il presunto piromane a processo

<<Nessuno.

Penso che Cristian conosca i figli perché siamo una piccola comunità di paese e quindi va da sé che si conoscono un po’ tutti>>.

E allora perché è andato in quella casa?

<<Non lo sappiamo.

Quando uno non sta bene con la testa è difficile prevedere cosa farà.

Venerdì verso le 16, lo abbiamo trovato nudo che vagava per la campagna.

Secondo lei uno che ha questi comportamenti, sta bene?>>.

Lo avete trovato voi perché avevate intuito che si trovasse nel vostro terreno?

<<Si, lo abbiamo cercato continuamente in tutte le ore fino a che non lo abbiamo ritrovato>>.

Lei racconta che Cristian girava nudo.

Conferma l’indiscrezione secondo cui si sarebbe addirittura fatto una doccia nella casa della vittima?

<<Non lo so>>.

Cristian quindi ha vagato per tre giorni?

<<Sì>>.

L’aggressione sarebbe avvenuta il giorno dopo la scomparsa?

<<Noi non lo sappiamo.

I carabinieri non ci hanno detto nulla.

Sappiamo solo che è stato arrestato.

Onestamente non sappiamo neanche dove sta>>.

Secondo il comunicato stampa dei Carabinieri il ragazzo attualmente è a Regina Coeli.

<<Non lo so.

Non sappiamo neanche se possiamo portargli dei vestiti.

É ancora come lo hanno preso.

Pensi che a me e a mia moglie ci hanno tenuti tutta la notte presso i Carabinieri a Tivoli.

Dalle 20 del venerdì fino alle 8 del sabato mattina.

Gli abbiamo detto: “ma che stiamo in carcere anche noi?”

Trovano un ragazzo che vaga per le campagne, nudo, tre giorni senza mangiare, dormire e bere e lo tengono due giorni buttato in caserma su un tavolo senza niente.

Io mi chiedo allora: ”Ma come funziona lo Stato?”

Chiamavo l’ambulanza tutti i giorni, venivano a casa mia e facevano le “visite del dottore”.

Mi dicevano: ”va tutto bene, va tutto bene”.

E io rispondevo: ”No, non sta bene. Se non si fa qualcosa va a finire male” >>.

Voi, quindi, ritenevate che ci fosse questo rischio?

<<Certo.

Vedevamo che era nervoso.

Lui sta in terapia ma non si cura da un anno. Stava male ma non pensavamo potesse arrivare a fare una cosa del genere>>.

Quindi Cristian è seguito da una struttura sanitaria?

LEGGI ANCHE  GUIDONIA - Maturità 2026, boom di promossi: la percentuale sfiora il 100%

<<Sì, dal Centro di Salute Mentale di Guidonia.

É da un anno che non va e ci diceva: “sto bene, non mi serve più”.

Anche il dottore se ne è fregato.

Nessuno ha fatto qualcosa per cercare di fermare questo ragazzo>>.

Cristian é mai stato ricoverato in una struttura psichiatrica?

<<Sì, due anni fa.

Ha fatto le cure, stava meglio.

Prendeva solo una pasticca la sera.

Poi da un anno ha deciso di interrompere>>.

Voi gli consigliavate di curarsi?

<<Tutti i giorni.

Ma quando uno sta male mentalmente non si rende conto e allora proprio in quel momento dovrebbero intervenire gli aiuti esterni>>.

É stato sottoposto ad un TSO?

<<A quanto pare non si può fare.

Abbiamo provato di tutto in questo mese anche con il sindaco.

Vedevamo che non era più gestibile.

Io non so adesso che succederà.

Se si accerterà che è stato lui, dovrà andare in una struttura e non in carcere perché quello non è un posto adatto alla sua condizione psichica.

Ha bisogno di una struttura per ricevere delle cure>>.

Cristian è riconosciuto invalido?

<<Sì, lo è per patologie psichiatriche.

Noi siamo distrutti, davvero. É più di un mese che gli corriamo dietro ma non riusciamo a risolvere il problema>>.

Qual è la vostra più grande paura?

<<Mi dispiace tanto per quel signore.

Se è stato Cristian, è capitato nel momento sbagliato al posto sbagliato.

La colpa però è delle autorità che non hanno fatto niente.

Abbiamo smosso mari e monti ma nessuno ci si è filati.

Se si accerterà che è stato mio figlio, pagherà ma lo dovrà fare in un posto dove potrà curarsi>>.

Avete un appello per il magistrato che dovrà giudicare vostro figlio ?

<<Il carcere non risolverà il problema: serve una struttura.

Se Cristian sta bene, è una persona gentile, altruista, sicura.

Quando prendeva le medicine stava bene.

Io e mia moglie per questo motivo abbiamo più volte detto al medico del CSM di trovare un modo per fargli prendere le pasticche, ma ci rispondevano che non potevano farlo>>.

Condividi l'articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.