MONTEROTONDO – Il marito di Pamele Pelle: “Perdeva sangue e ci dicevano che era normale”

Vincenzo Rinaldi chiede spiegazioni sulla morte di sua moglie a pochi giorni dal parto della figlia Vittoria

Un’intervista commossa ma lucida. Vincenzo Rinaldi ha raccontato la tragica morte della moglie Pamela Pelle, avvenuta la notte tra il 7 e l’8 ottobre scorso, pochi giorni dopo il parto. Lo ha fatto ai microfoni di “È sempre Cartabianca”, la trasmissione di Bianca Berlinguer da quest’anno in onda su Rete 4. La vicenda ha scosso le coscienze e ha posto una serie di interrogativi sullo stato della sanità capitolina.

A sette giorni dal parto, Pamela inizia ad accusare nausee e dolori allo stomaco. Recatasi per ben tre volte al pronto soccorso, la donna viene dimessa ogni volta perché dichiarata in buone condizioni. Ma i dolori continuano. Pamela dà alla luce la piccola Vittoria al Policlinico Gemelli di Roma e dopo il parto inizia ad avere delle perdite di sangue.

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Mia moglie aveva partorito altre due volte, ma mai era successo che camminando gocciolasse del sangue: non è normale“. Queste le prime parole di Vincenzo, che ha poi proseguito: “Abbiamo allertato le infermiere, le quali mi hanno invitato a pulire – con della carta che ho dovuto comprare perché l’ospedale ne era sprovvisto – e le quali più volte hanno asserito che fossero episodi normali. Anche la dottoressa al termine della visita di routine non ha evidenziato criticità. Ma se ti faccio vedere il sangue dal lettino al box dei bambini e fino al bagno, come puoi dirmi che è normale?”.

Nonostante i sanguinamenti, due giorni dopo il parto Pamela è stata dimessa: “Nel vederla felice di tornare a casa e riabbracciare i bambini, mai avrei pensato che in 48 se ne sarebbe andata” ha affermato Vincenzo affranto.

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Era una donna sana, senza patologie, al terzo parto. Non si può uscire da un ospedale e morire due giorni dopo. Ci devono dare delle spiegazioni, perché io un giorno dovrò dire ai miei figli di aver provato a salvare la madre o di non essere stato in grado. I bambini non avranno più l’abbraccio della mamma e l’abbraccio di una mamma a quest’età è insostituibile” ha concluso Vincenzo in lacrime.

Sul caso è in corso una inchiesta della procura di Tivoli, competente per territorio dal momento che il decesso è avvenuto poi all’ospedale di Monterotondo dove la donna è arrivata in condizioni gravi.

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