GUIDONIA - Percepisce il Reddito di Cittadinanza, ma lavora: assolto

Il 53enne egiziano non ha dichiarato redditi pari a 15 mila euro

Aveva presentato domanda senza dichiarare di avere un contratto di lavoro, ma il “particolare” non è sfuggito all’Inps che lo ha denunciato.

Tuttavia il fatto non costituisce più reato.

Così oggi, giovedì 9 maggio, il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Tivoli Emanuela Maria Francini ha emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Mohamed A. W. S., un 53enne cittadino egiziano residente a Villa Adriana.

L’uomo era accusato di aver ingannato l’Istituto di Previdenza Sociale per ottenere indebitamente il Reddito di Cittadinanza.

Secondo la ricostruzione della Procura di Tivoli, il 21 gennaio 2021 Mohamed A. W. S. aveva presentato domanda per accedere al beneficio economico introdotto dal Governo 5 Stelle guidato dall’allora Premier Giuseppe Conte, sottoscrivendo la relativa Dsu, la Dichiarazione Sostitutiva Unica necessaria per calcolare l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).

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Il 14 giugno 2020 la domanda fu accolta e l’uomo iniziò a percepire il Reddito di Cittadinanza.

Ma, a seguito di controlli incrociati, nel 2022 l’Inps rilevò alcune anomalie trasmettendo gli atti alla Guardia di Finanza.

I militari accertarono che il 53enne egiziano, difeso dagli avvocati Annalisa Bernardini e Jacopo Ronga di Guidonia, aveva attestato falsamente di non avere redditi ai fini Irpef, omettendo volontariamente di indicare i proventi percepiti nel 2020 da una società agricola pari a 4.652 euro e 78 centesimi e quelli derivanti dall’impiego presso una ditta individuale pari a 10.375,28.

Secondo l’articolo 7 del Decreto Legge 4/2019 che istituì il Reddito di Cittadinanza, le omesse informazioni sarebbero costate all’extracomunitario la reclusione da due a sei anni.

Interrogato dalla Guardia di Finanza di Fiumicino il 22 febbraio 2023, Mohamed A. W. S. raccontò di avere una moglie disoccupata e 4 figli, ammettendo di aver lavorato nel 2020 ma soltanto per un breve periodo a causa della chiusura forzata per 4 mesi della ditta per problemi economici e a causa delle restrizioni della pandemia, percependo somme variabili tra i 450 e i 500 euro mensili.

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Inoltre il 53enne riferì di essersi recato presso un Caf dal quale fu rassicurato sul diritto al beneficio economico sulla scorta dell’indicatore economico della dichiarazione Isee.

All’udienza preliminare di oggi il GUP Emanuela Maria Francini, aderendo alla tesi difensiva dell’Avvocato Alessio Bonicoli in sostituzione dei colleghi Bernardini e Ronga, ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate tra 15 giorni.

 

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