In riferimento all’articolo TIVOLI – Nuovo Ospedale Tiburtino, via libera col silenzio-assenso: 9 enti non si sono espressi, da Massimiliano Rossini, Segretario della Federazione di Rifondazione Comunista Tivoli, riceviamo e pubblichiamo:
“Apprendiamo dal quotidiano Tiburno.Tv il via libera al progetto del Nuovo Ospedale Tiburtino (NOT) tramite il meccanismo del “silenzio-assenso”: è uno scandalo politico che non può passare inosservato.
Ben 9 enti, chiamati a esprimersi su un’opera da oltre 200 milioni di euro, non hanno fornito alcun parere.
Questo non è “snellimento burocratico”, è un atto autoritario che scavalca ogni controllo su un’area, quella di via Cesurni, nota per le sue criticità idrogeologiche e ambientali.
La nostra coscienza politica ci impone di denunciare quello che nessuno ha il coraggio di dire: si sta progettando una “cattedrale nel deserto” senza alcuna reale garanzia per i cittadini, mentre la politica locale brilla per il suo disinteresse, accettando supinamente decisioni calate dall’alto che ipotecano il futuro del territorio.
Il centro del problema è il cemento contro salute
Mentre si corre per colare cemento su nuovi terreni, resta il silenzio più assoluto sul destino dell’Ospedale San Giovanni Evangelista. Temiamo che il NOT serva solo a giustificare lo svuotamento del nostro ospedale storico, punto di riferimento vitale per Tivoli.
Non servono mura nuove se non ci sono medici e infermieri: la salute si difende con il personale e con la manutenzione delle strutture esistenti, non con le speculazioni edilizie mascherate da progresso.
SUL TERRITORIO: IL DISASTRO DI PALOMBARA E SUBIACO E SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI
La nostra diffidenza verso questo nuovo progetto nasce dai fatti.
Basta guardare come la Regione e la ASL Roma 5 gestiscono gli altri presidi della zona:
Subiaco (Ospedale Angelucci): Una situazione tragica. Un presidio fondamentale per 33 comuni e 45.000 abitanti che è stato sistematicamente depotenziato. Reparti accorpati, carenza cronica di medici e un’assistenza ridotta al lumicino: questa è la realtà della sanità pubblica montana, abbandonata a se stessa.
Palombara Sabina (Casa della Salute): Un fallimento strutturale sotto gli occhi di tutti. Recentemente è stata disposta la chiusura di reparti e della Rems per problemi statici dell’edificio proprio mentre si avviavano i lavori. Una struttura che doveva essere il fiore all’occhiello della sanità territoriale e che invece è diventata il simbolo dell’incapacità gestionale e della precarietà dei servizi.
Conclusione
Se questo è il modello di gestione — ospedali che cadono a pezzi e case della salute che chiudono per rischi strutturali — come possiamo fidarci di un nuovo ospedale costruito col “silenzio-assenso” in una zona a rischio idrogeologico?
Rifondazione Comunista Tivoli dice NO alla sanità dei grandi appalti e SÌ al potenziamento immediato del San Giovanni Evangelista e delle strutture di Subiaco e Palombara.
La salute non è una merce, il territorio non è un cantiere!”.






























