GUIDONIA – Istituto professionale “Orazio Olivieri”: risultati positivi

In quarta pochi bocciati e in quinta quasi tutti promossi

di Francesca Romana Severini

Situazione complessivamente positiva per l’Istituto professionale “Orazio Olivieri” situato in via Francesco Zambeccari 1, a Guidonia, dove i dati delle classi quarta e quinta confermano un andamento regolare e con livelli di criticità molto contenuti rispetto ad altri percorsi della stessa scuola.

In quarta classe, su 21 studenti, si registra un solo bocciato, pari al 4,8%, mentre gli studenti con giudizio sospeso sono 5, pari al 23,8%.

Nel complesso, dunque, la maggioranza degli alunni ha concluso l’anno senza particolari difficoltà, anche se resta una quota non trascurabile di recuperi da affrontare.

Più lineare il quadro della classe quinta, dove su 22 studenti si registra un solo non ammesso, pari al 4,5%.

Un dato che conferma una sostanziale stabilità del percorso verso il termine degli studi, con una quasi totalità degli studenti pronta ad affrontare il traguardo finale.

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Nel confronto tra le due annualità emerge quindi un profilo abbastanza equilibrato: da un lato le quarte mostrano un numero moderato di sospensioni che potrebbero incidere sugli esiti finali, dall’altro le quinte evidenziano una percentuale di esclusioni molto bassa.

Nel complesso, l’Olivieri di Guidonia si colloca su livelli di rendimento generalmente positivi, con percentuali di bocciatura ridotte e una tenuta complessiva del percorso formativo, soprattutto nelle classi terminali.

A chiudere il quadro è la riflessione sul complesso scolastico del dirigente Carmine Gallo, preside dell’Istituto di Istruzione Superiore Fermi-Olivieri che sottolinea come l’anno sia stato particolarmente complesso soprattutto nella fase iniziale, trattandosi di un istituto di nuova istituzione, nato il 1° settembre dalla fusione con l’Istituto di Istruzione Superiore “Enrico Fermi”.

«L’anno scolastico – commenta i preside – è stato inizialmente molto complesso dal punto di vista organizzativo, perché l’istituto è nato da poco, dalla fusione di due scuole, e abbiamo dovuto costruire da zero sia l’offerta formativa sia l’integrazione tra personale con esperienze diverse.

I risultati del primo periodo non erano incoraggianti, ma nel secondo quadrimestre si è registrato un netto cambio di passo: gli studenti hanno risposto meglio agli stimoli e si è ridotta in modo significativo la dispersione scolastica attesa.

Oggi le percentuali di non ammissione, escludendo le serali, pur con differenze tra indirizzi, sono in diversi casi inferiori o comunque in linea con la soglia del 10%, che rappresenta un riferimento a livello europeo.

Per una scuola di nuova istituzione è un risultato importante, perché dimostra che il sistema ha trovato progressivamente un equilibrio».

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