Uno ha partecipato alla fase propositiva, nonostante fosse proprietario di alcuni terreni.
L’altro ha espresso parere di regolarità tecnica, anche se alcune particelle siano intestate a prossimi congiunti.
Accade al Comune di Monterotondo dove l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Varone ha attivato delle verifiche di legittimità sul piano attuativo dei Comparti edificatori denominati “fasce di ricucitura” approvati il 27 novembre 2025 con la delibera numero 65 dal Consiglio comunale al termine di un percorso iniziato nel 2004 e atteso da più di seicento famiglie che si vedono finalmente riconosciuto il diritto edificatorio previsto dalla Variante generale al Prg del 2009 (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Tutto bello se non fosse che a vedersi riconosciuto il diritto ci sarebbero anche il Vicesindaco e assessore esterno all’Urbanistica Luigi Cavalli insieme ai parenti del Dirigente del Settore Urbanistica Andrea Cucchiaroni.
Il caso emerge dalla determina numero 582 – CLICCA E LEGGI LA DETERMINA – firmata venerdì 19 giugno dal dirigente del Dipartimento Affari Generali Michele Lamanna.
Con l’atto viene infatti conferito al 79enne Avvocato Emilio Ricci l’incarico professionale di consulenza legale e redazione di un parere pro-veritate relativo all’esame dei profili sostanziali di legittimità della Deliberazione del Consiglio Comunale 65/2025 e le valutazioni sull’eventuale esercizio dell’autotutela decisionale.
Importo della consulenza: 5.075 euro e 20 centesimi.
In parole povere l’avvocato Ricci dovrà mettere nero su bianco se è normale quanto accaduto e scoperto da Antonella Carosi, 48enne ex consigliera comunale del “M5S” di Monterotondo, alle elezioni del 2024 candidata consigliera nella lista di“Fratelli d’Italia” a sostegno di Simone Di Ventura, candidato sindaco del Centrodestra.
Il 16 marzo scorso infatti in un esposto al Comune di Monterotondo, alla Regione Lazio, all’Anac e alla Procura di Tivoli la Carosi ha richiesto di riesaminare gli atti, verificare la legittimità e sospendere in autotutela gli effetti della delibera numero 65/2025 con cui il Consiglio comunale ha approvato il Piano Urbanistico Attuativo relativo ai Comparti di Ricucitura (CPR) riguardante le zone di via Federici, via della Dogana, via San Martino e via San Martinello, via Monti Sabini, via Monti Sant’Ilario, via Cattaneo, via Guerrazzi e Vicolo del Pozzo (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).
Nell’esposto Antonella Carosi ha evidenziato la necessità di una verifica degli atti circa il rispetto degli obblighi di astensione e dei principi di imparzialità dell’azione amministrativa anche alla luce delle visure catastali allegate dalle quali emerge che tra i proprietari dei terreni interessati ci sono alcuni amministratori pubblici e congiunti.
Stando alla determina numero 582, l’affidamento dell’incarico esterno all’avvocato Emilio Ricci non deve sorprendere.
A parere del dirigente Lamanna, nel caso in questione non appare possibile affidare l’incarico ai componenti dell’avvocatura comunale per vari motivi.
Innanzitutto per la manifesta inopportunità: “poiché il parere – si legge nel documento – investe direttamente l’operato tecnico del Dirigente del Settore Urbanistica dell’Ente nel caso di specie sussiste un’ipotesi di manifesta inopportunità di rilascio del parere da parte dell’avvocatura interna.
Ciò in quanto i dipendenti comunali intrattengono – per ovvie ragioni di servizio e vicinanza – contatti con i componenti dell’Avvocatura.
Pertanto, al fine di garantire la assoluta imparzialità del parere e tutelare l’immagine dell’Amministrazione da possibili censure di parzialità percepita, si rende indispensabile un vaglio affidato a un professionista terzo, del tutto estraneo alle dinamiche organizzative dell’Ente”.
Il secondo motivo per cui non sarebbe stato possibile affidare l’incarico ai componenti dell’avvocatura comunale sarebbe da ricondurre alla prevenzione del rischio di grave contenzioso e responsabilità contabile.
“L’atto di pianificazione (Delibera n. 65/2025) è già esecutivo dal 02/01/2026 – si legge sempre nella determina numero 582 – Un’errata valutazione sull’annullamento d’ufficio o sulla conservazione dei suoi effetti esporrebbe il Comune ad azioni risarcitorie da parte dei privati o, di contro, ad azioni della Procura contabile per danno erariale.
Per tale ragione, appare giustificato l’affidamento dell’incarico ad un professionista esterno”.































