di Francesca Romana Severini
Per Mattia Fioravanti gli anni all’Istituto d’Istruzione Superiore “Ettore Majorana” di viale Roma a Guidonia non sono stati soltanto un percorso di studio, ma una vera esperienza di crescita, capace di insegnargli la bellezza di andare oltre il pregiudizio.
Diciannovenne di Guidonia Centro, si è appena diplomato nell’indirizzo Scientifico con il massimo dei voti, 100 e lode, confermando un percorso scolastico di assoluta eccellenza già iniziato con il 10 e lode conseguito alla scuola media “Leonardo da Vinci”.
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Mattia Fioravanti, 19enne di Guidonia Centro
Appassionato di matematica e di tutte quelle discipline che contengono una parte importante di razionalità, Mattia ha saputo trovare il giusto equilibrio tra impegno scolastico e una vita ricca di interessi.
Da dieci anni, coltiva la passione per il calcio, giocando nel ruolo di portiere: dopo sei stagioni con l’ACD Guidonia e due con la Tivoli 1919, oggi, veste la maglia dell’ASD Gregoriana.
Nella sua vita però non c’è solo il pallone: tre anni fa ha iniziato a svolge anche lezioni private di pianoforte.
Alle sue spalle c’è la mamma Valentina, impiegata all’Asl, il papà Damiano, militare, e i fratelli Andrea, 16 anni, studente dello stesso istituto e dello stesso indirizzo di Mattia, e Claudia, 14 anni frequentante la terza media alla “Leonardo da Vinci”.
Ma anche una scuola che, oltre a formarlo dal punto di vista didattico, gli ha regalato incontri e rapporti umani che non avrebbe mai immaginato di costruire.
Mattia racconta di aver vissuto al “Majorana” anni intensi senza mai sentire il peso di andare a scuola, portando con sé il ricordo di un percorso fatto di amicizie, legami e soddisfazioni.
Mattia ha giocato sei stagioni con l’ACD Guidonia, due con la Tivoli 1919, oggi è con l’ASD Gregoriana
Mattia, cosa rappresenta per te il 100 e Lode?
<<Per me il 100 e lode è stata una grande soddisfazione.
L’esito finale della maturità ha ripagato ogni momento di studio e sacrificio del mio percorso al liceo>>.
Puntavi al massimo dei voti? Te lo aspettavi?
<<Il mio obiettivo è stato sempre quello di impegnarmi al massimo in termini di studio. Il voto alto è sempre stato una conseguenza, grazie anche alla costanza durante i cinque anni>>.
Se ti fossi diplomato con un voto inferiore?
<<Onestamente ci sarei rimasto leggermente male sul momento, ma non sarebbe stata la fine de mondo: un numero non può definire chi siamo o cosa abbiamo imparato nell’arco di tempo delle superiori>>.
Ti sentivi abbastanza preparato per questo esame finale? Avevi ansia o eri tranquillo?
<<Prima della prova orale ero teso, ma fortunatamente, appena seduto davanti alla commissione, sono riuscito a prendere il controllo della situazione, per poi dare il meglio>>.
Il tuo percorso di studi ti ha preparato a questo esame finale oppure avresti preferito che fosse diverso?
Se sì, come?
<<Sì, mi ha preparato molto bene. Il merito va anche ai professori e alle numerose simulazioni fatte durante l’anno: sono state molto utili per prendere dimestichezza con la struttura delle prove, e per arrivare all’orale con sicurezza>>.
Come è andato questo esame e quale traccia hai scelto?
<<Riguardo lo scritto di italiano ho scelto la traccia A1.
Mi sentivo più preparato sull’analisi del testo, e l’interpretazione della traccia era facilmente collegabile ad autori già studiati durante l’anno>>.

Cosa pensi della nuova modalità d’esame?
<<Penso che questa nuova modalità d’esame abbia giovato a noi studenti: le materie della prova orale erano di meno rispetto agli anni scorsi, e la presentazione iniziale dei candidati ha aiutato molto per rompere la tensione iniziale>>.
Per ottenere risultati simili, quante ore dedichi allo studio?
<<Durante l’anno studio in media due ore al giorno, ma durante il periodo degli esami sono stato sui libri anche per quattro o cinque ore per prepararmi al meglio alle varie prove>>.
Come riesci a conciliare studio e vita sociale?
<<Per conciliare bene studio e attività fuori dalla scuola, cerco di prestare la massima attenzione in classe, per ridurre il lavoro a casa e avere più tempo libero, talvolta anticipando lo studio o i compiti per giorni successivi>>.
Sceglieresti di nuovo il tuo Liceo ?
<<Sì, mi sono trovato molto bene con i professori e compagni di classe, e più in generale il liceo è stato un ambiente molto sereno nei 5 anni>>.
Quali sono i tuoi hobby e interessi?
<<Il mio hobby preferito è il calcio, che pratico ormai da anni.
Attualmente gioco con l’ASD Gregoriana>>.
Hai scelto l’università?
Se sì, quale facoltà?
Se no, cosa farai dopo?
<<Sì, intendo continuare gli studi con la laurea in Matematica all’Università della Sapienza di Roma>>.
Cosa sogni di fare da grande?
<<Non ho un lavoro dei sogni in mente.
L’unica cosa che spero è di fare qualcosa che mi piaccia veramente che sia legata soprattutto a ciò che ho studiato finora e che continuerò ad approfondire all’università>>.
Vorresti rimanere in Italia o andare all’estero?
<<Ora non sono intenzionato ad andare all’estero, ma vedrò quali saranno le varie opportunità al termine degli studi universitari>>.
Secondo te il merito è premiato in Italia?
<<Penso che in Italia il merito venga premiato, ma purtroppo non sempre o non con la stessa facilità che in altri Paesi.
Chi si impegna al massimo può raggiungere grandi traguardi, ma spesso si possono incontrare imprevisti o rallentamenti prima di farcela>>.
Un tempo gli studenti con una media alta venivano chiamati secchioni e oggi nerd.
Sei mai stato chiamato così?
Ti senti un secchione?
E quale valenza dai al termine?
<<Negli anni non mi è mai successo di essere chiamato “nerd” o “secchione”.
Questi termini indicano un impegno esagerato nello studio e, personalmente, non mi ci rispecchio, visto che riesco comunque a coltivare i miei hobby fuori dalla scuola>>.
Quanto è importante studiare? E perché?
<<Oltre ad essere un dovere, la scuola rimane comunque un privilegio da non dare per scontato. Studiare permette di costruire una cultura personale, e di formulare un proprio pensiero critico e indipendente>>.
Sei sui social? Se sì, quanto tempo li usi?
<<Sì, uso i social, principalmente: Instagram e TikTok. Al giorno li uso circa una o massimo due ore al giorno>>.
Cosa ti rimane di più di questi anni di scuola?
<<Di questi anni rimarranno sicuramente le relazioni con i compagni di classe e tutti i bei momenti passati con loro, insieme ai legami che si sono creati con alcuni professori come la professoressa Sciò e il professore Mehdi, che sono stati dei veri e propri punti di riferimento>>.
C’è un episodio o un professore che ricorderai e perché?
<<I momenti che ricorderò di più sono le gite ed i viaggi con la classe, occasioni in cui ci siamo divertiti molto e abbiamo legato di più. Riguardo i docenti, tutti i professori sono stati importantissimi per me: ognuno ha contribuito per la mia formazione personale>>.
Secondo un luogo comune diffuso sui Social, non è detto che il diplomato col massimo dei voti si realizzi nella vita più di uno studente medio.
Cosa ne pensi?
<<Sono d’accordo.
Il voto dell’esame di maturità è il risultato di un periodo definito e preciso.
Molte cose possono cambiare in futuro, come all’università o nel mondo del lavoro>>.
Secondo te la legge Valditara rafforza il concetto di responsabilità e rispetto nelle giovani generazioni? E come?
<<Secondo me, tutto dipende da come lo si guarda.
Chi è a favore della legge pensa che faccia bene perché costringe la scuola a parlare direttamente con i genitori di questioni che riguardano i loro figli.
Chi non è d’accordo, invece, teme che togliendo ai ragazzi la possibilità di parlare a scuola di argomenti fondamentali come il rispetto per gli altri, si perda una grande opportunità.
Penso che imparare a rispettare gli altri sia molto importante.
Però, secondo me, dovrebbe essere un percorso condiviso tra insegnanti e famiglie, non qualcosa di imposto o discusso solo tra adulti>>.

































