SETTECAMINI – Al posto della stalla spuntano 26 mini-appartamenti: sequestrati

Blitz nell’ex azienda agricola di via Marco Simone: sgomberati gli affittuari

A far accendere il faro è stato un operaio non pagato.

Così gli agenti della Polizia di Roma Capitale hanno scoperto e sequestrato 26 miniappartamenti edificati al posto di una stalla in una ex azienda agricola di via Marco Simone, a Settecamini, al confine con Guidonia Montecelio.

 

Il blitz della Polizia di Roma Capitale nel complesso di via Marco Simone a Settecamini

 

Secondo un comunicato stampa diffuso oggi, giovedì 23 luglio, nella giornata di ieri gli agenti della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Roma, specializzata nei reati urbanistici, insieme ai colleghi del IV Gruppo “Tiburtino”, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma nell’ambito delle attività svolte a tutela della legalità in materia urbanistico-edilizia.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli immobili sarebbero stati realizzati, in assenza di titolo edilizio, al posto di una stalla all’interno del comprensorio di via Marco Simone,  in passato destinato ad azienda agricola.

Contestualmente il Pubblico Ministero ha disposto lo sgombero, entro dieci giorni, delle unità abitative occupate.

Gli accertamenti svolti hanno inoltre evidenziato che gli appartamenti sarebbero stati locati senza regolari contratti, con canoni mensili corrisposti in contanti.

L’attività investigativa si inserisce nell’ambito delle azioni coordinate dall’VIII Dipartimento della Procura della Repubblica di Roma, finalizzate al monitoraggio del territorio e alla verifica del rispetto della normativa urbanistico-edilizia.

 

Vasile Toader, il 57enne muratore romeno che ha fatto partire le indagini

 

A far partire le indagini era stato Vasile Toader, un 57enne muratore romeno arrivato in Italia 36 anni fa.

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A dicembre 2025 l’uomo denunciò il caso ai carabinieri della stazione di Settecamini, alla Polizia di Roma Capitale e all’Ispettorato del Lavoro, raccontando pubblicamente la vicenda attraverso il quotidiano on line Tiburno.Tv (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI TIBURNO).

“Il mio datore di lavoro non mi ha pagato e mi ha anche aggredito minacciato”, raccontò l’operaio nella Tenenza dei Carabinieri di Guidonia dove denunciò un imprenditore titolare di una struttura ricettiva dove da giugno 2025 Vasile Toader viveva insieme alla moglie.

Alla redazione del quotidiano on line Tiburno.Tv Vasile Toader riferì di aver lavorato sei mesi gratis.

“Avevo raggiunto un accordo verbale con il datore di lavoro – fu il suo racconto – Vitto, alloggio e stipendio per me e mia moglie in cambio di lavoro e di gestione della struttura ricettiva, oltre ad un forfettario di 30 mila euro per la ristrutturazione di 12 appartamenti.

“Da giugno ad oggi – spiegò Vasile Toader al quotidiano Tiburno.Tv – mi sono occupato anche della riscossione degli affitti dei 12 appartamenti e delle stanze dell’hotel, mentre mia moglie si è occupata delle pulizie.

Secondo il racconto del muratore, dal datore di lavoro finora avrebbe ricevuto 5 mila euro, compresi i 920 euro per i tre mesi di lavoro della moglie, che nel frattempo era tornata in Romania.

Così lil 4 dicembre 2025, quando il titolare della struttura ricettiva lo avrebbe raggiunto per visionare i lavori, il 57enne avrebbe richiesto i soldi asseritamente promessi.

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“Alla mia richiesta ha cominciato ad andare in escandescenza – disse Vasile Toader ai carabinieri – rifiutandosi di pagare alcuna cifra e offendendomi.

Nonostante tutto ho cercato di calmare gli animi, ricordandogli che fino a poco tempo prima il nostro rapporto era fraterno.

Ma lui mi ha risposto di non avere nulla di fraterno con me e se avessi continuato mi avrebbe ammazzato e seppellito sotto terra come ha fatto coi suoi cavalli.

A quel punto, ho continuato a chiedergli il mio compenso e lui mi ha detto: “Se continui a chiedermi i soldi, io ti porto due, tre albanesi e ti faccio ammazzare e seppellire, così non ti trova più nessuno”.

Stando sempre a quanto riferito ai carabinieri di Settecamini, nella concitazione Vasile Toader sarebbe stato colto da malore e avrebbe chiesto aiuto al datore di lavoro.

“Magari muori, tanto se muori un buco te lo trovo”, avrebbe replicato l’imprenditore secondo la versione di Toader che a quel punto ha telefonato al 112 chiedendo l’intervento dei carabinieri e di un’ambulanza.

L’operaio racconta di essere stato trasportato all’ospedale Sant’Andrea in codice rosso e dimesso all’alba del 5 dicembre 2025.

“Verso le ore 11 di venerdì mattina – le parole del 57enne – il datore di lavoro è tornato per intimorirmi e mandarmi via.

A questo punto ho contattato il 112 per richiedere l’intervento delle forze dell’ordine, ma dopo qualche minuto il titolare è andato via prima dell’arrivo della pattuglia”.

Ora Vasile Toader è tornato in Romania.

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