dì Francesca Romana Severini
Nella sua vita, lunga un secolo, ci sono ricordi indelebili, successi, affetti profondi, lavoro e una famiglia sempre pronta a stringersi forte per superare le difficoltà. Giulia Monteverde, lo scorso martedì 18 agosto, ha raggiunto il traguardo dei 100 anni.A festeggiarla, oltre alla figlia Patrizia, di 69 anni, e al figlio Claudio, di 65, c’erano i nipoti Carlo, Roberto, Daniele, Giulia, Simona, Nadia, Andrea Nicol e Matteo, insieme ai cinque pronipoti e agli amici, tutti riuniti per rendere ancora più speciale questa giornata.
Giulia con i figli Claudio e Patrizia
Per l’occasione sono arrivati anche gli auguri dell’Amministrazione Comunale. Il consigliere Attilio Palombi, in rappresentanza del sindaco Riccardo Varone, le ha consegnato un mazzo di fiori e portato il saluto dell’intera comunità.
Giulia insieme al consigliere Attilio Palombi
A rendere ancora più significativo il momento è stata poi la pergamena giunta dalla Santa Sede con la benedizione apostolica di Papa Leone XIV. Dietro questo importante anniversario c’è una storia profondamente legata a Monterotondo. Giulia, o meglio “Nonna Giulia”, è nata in una famiglia di tre figli: insieme a lei, infatti, c’erano Luigi e Chiara. Il padre Carlo era comandate dei vigili mentre la madre era Linda Marcelli. Per molti anni Giulia, ha lavorato come sarta a Roma, rinunciando al sogno dopo il matrimonio con Lanfranco Zannini, volto noto del territorio per la sua storia nel calcio, prima come giocatore e poi come allenatore. Nel corso della sua carriera conquistò tre titoli con le squadre di Monterotondo, Monterotondo Scalo e Mentana.
Giulia e il marito Lanfranco
La prematura scomparsa del marito, avvenuta più di trent’anni fa, non ha mai cancellato il suo ricordo, rimasto una presenza importante nella vita di Giulia, tanto da essere il filo conduttore anche nella giornata dei suoi cento anni.Una storia personale che si intreccia così con quella della città, fatta di persone, relazioni e memoria.
Un secolo racchiuso in una giornata di festa, con uno sguardo al futuro, perché sono proprio persone come Nonna Giulia ad aver contribuito a costruire un pezzo del nostro paese, custodendone i valori, il patrimonio umano e culturale e, soprattutto, il senso più profondo della parola :“comunità”.



































