Tre fabbricati e 4 terreni agricoli per un valore complessivo superiore ai 500 mila euro.
E’ il bilancio del sequestro preventivo eseguito all’alba di oggi, martedì 6 ottobre, dalla Direzione Investigativa Antimafia a Vicovaro.
Il provvedimento è stato eseguito dal Centro Operativo DIA di Roma, con il supporto dei presidi territoriali della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri, in esecuzione di un decreto emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Direttore della DIA nei confronti di Giuseppe Ladini, 48enne calabrese da tempo residente nel Comune di Vicovaro, considerato dagli investigatori come esponente apicale di un gruppo di ’ndrangheta operante nella provincia di Reggio Calabria e appartenente alla cosiddetta locale di ’ndrangheta di Cinquefrondi.
Giuseppe Ladini, attualmente detenuto, nel 2016 era stato arrestato insieme a 18 persone e successivamente condannato nell’ambito dell’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia “Saggio Compagno”, così denominata per l’appellativo usato dal boss per rivolgersi al suo più fidato sodale.
Le indagini hanno svelato la posizione di rilievo di Ladini, affiliato con la dote di “Vangelo”, il quale mirava a diventare capo-locale e a fondare una propria ‘ndrina autonoma nella contrada Petricciana di Cinquefrondi.
Secondo quanto riferito dalla DIA, l’uomo sarebbe stato particolarmente attivo nel settore del narcotraffico internazionale, con un ruolo nell’approvvigionamento dal Sud America di ingenti quantitativi di cocaina destinati successivamente ad alimentare il mercato dello spaccio nella Capitale.
Il sequestro si inserisce nell’ambito delle attività di contrasto, condotte dalla Dia, finalizzate all’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti dalla criminalità organizzata di matrice calabrese nella regione Lazio, nel cui ambito il centro operativo Dia di Roma, ha proceduto al sequestro (negli ultimi 4 anni) di beni e società per un valore complessivo di oltre 20 milioni di Euro.
































