La consegna della busta fu ripresa da una telecamera di videosorveglianza.
Le immagini incastrarono i protagonisti della vicenda, tutti condannati per una tangente da 50 mila euro pagata per aggiudicarsi l’appalto.
Tuttavia, a distanza di dieci anni dal fatto, la ditta vincitrice è uscita indenne dal processo.
Il Tribunale di Tivoli
Così ieri, mercoledì 24 giugno, il Tribunale di Tivoli ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti della “Autolinee Sap Srl”, la società romana alla quale il primo luglio 2016 il Comune di Guidonia Montecelio aggiudicò senza gara il servizio di trasporto pubblico e scuolabus per tre anni a fronte del pagamento di una tangente.
Il Collegio presieduto da Laura Di Girolamo – a latere i giudici Barbara Auriemma e Matteo Petrolati – ha sentenziato che l’illecito si è estinto per intervenuta cessazione della “Autolinee Sap Srl”, cancellata dal Registro delle Imprese ad ottobre 2022 a seguito di una liquidazione in bonis aperta ad agosto del 2021 durata più di un anno all’esito della quale sono stati pagati tutti i creditori pubblici e privati.
Il Collegio ha quindi rigettato la tesi del pubblico ministero Luigi Pacifici che ha richiesto la condanna della ditta al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 289.500 euro prevista dal Decreto legislativo numero 231/2001, oltre alla confisca di una somma di circa 680 mila euro attualmente sequestrata dalla Procura di Tivoli nelle casse del Comune di Guidonia Montecelio, ovvero il corrispettivo che l’Ente avrebbe dovuto versare alla “Autolinee Sap Srl” per il servizio reso e per il quale ci fu la corruzione.
Oltre a lasciare indenne la società, il Collegio ha rimesso al Giudice Civile il compito di calcolare entro tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza l’entità dell’importo che il Comune di Guidonia Montecelio deve restituire rispetto alla somma sequestrata.
La consegna della tangente di 50 mila euro a Tor Sapienza il 18 ottobre 2016
La “Autolinee Sap Srl” era finita a processo per un fatto avvenuto il 18 ottobre 2016 tra Villanova di Guidonia e Tor Sapienza, estrema periferia Est di Roma.
Si trattava di uno dei vari episodi di corruzione scoperti dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta denominata “Ragnatela” e culminata il 20 aprile 2017 con l’arresto di 15 persone tra politici, dipendenti pubblici, liberi professionisti e imprenditori.
Protagonisti furono Andrea D. P., 56 anni di Villanova, ex maresciallo della Guardia di Finanza, ex vice sindaco, assessore alla Cultura, Antonio P., all’epoca amministratore della ditta, e Massimo E., 65enne dipendente e responsabile della sede di Guidonia.
Nel corso dei pedinamenti gli investigatori delle Fiamme Gialle accertarono che Andrea D. P. e Massimo E. alle 7 di mattina presero il caffè in un bar di Villanova, dopodiché nel corso della mattinata i due si incontrarono davanti alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate di via Capranesi, a Tor Sapienza.
Le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza dell’Agenzia ripresero l’ex vice sindaco arrivare poco dopo le 11 al volante di una Lexus e Massimo E. con un furgone per la consegna di una busta bianca.
Tornato nel suo ufficio, il maresciallo sarebbe uscito alle 13,03 stavolta alla guida di una Jeep Wrangler, ma gli investigatori lo bloccarono ritrovando all’interno la busta bianca contenente un involucro avvolto dentro carta rossa: era la maxi-tangente da 50 mila euro.
Antonio P. e Massimo E. patteggiarono la pena, così la “Autolinee Sap Srl” fu trascinata a processo come prevede il Decreto legislativo numero 231/2001, secondo il quale la persona giuridica risponde del reato commesso dall’amministratore quando quest’ultimo non abbia adottato strumenti preventivi di controllo finalizzati a minimizzare il rischio di reato.
La Procura di Tivoli ipotizzava infatti che dal reato di corruzione commesso dall’amministratore la ditta abbia tratto un profitto di rilevante entità di un importo complessivo di 2 milioni 309.250 euro e 25 centesimi con conseguente danno di particolare gravità per il Comune di Guidonia Montecelio.
Con la “Autolinee Sap Srl”oramai cancellata, saranno i soci della società di trasporti a reclamare i 680 mila euro da Palazzo Matteotti.






























