Lundini: «Un maggiore impegno per la legalità e la tutela del territorio»

Queste le parole con cui Giacomo D’Arrigo, coordinatore nazionale “Anci Giovane” e componente dell’ufficio di presidenza dell’associazione, presenta la mozione che è stata inviata a tutta la rete degli amministratori under 35 attivi nei Comuni italiani.
Il documento, proposto in occasione della conferenza programmatica nazionale svoltasi a Taormina lo scorso maggio, impegna gli Enti locali a costituirsi parte civile nei processi contro le attività criminose di stampo mafioso afferenti al proprio territorio comunale, destinando il risarcimento alle vittime di racket ed usura ed a sostegno delle associazioni assegnatarie di immobili confiscati. In occasione della seconda assemblea programmatica nazionale di “Anci Giovane”, tenutasi a Taormina il 7 e 8 maggio scorsi, la consulta ha proposto di chiedere ai Comuni italiani di schierarsi politicamente e con atti amministrativi contro le mafie.
«Abbiamo presentato un testo che chiediamo venga approvato nella stessa forma e con gli stessi impegni in tutti i Comuni – aggiunge D’Arrigo – piccoli e grandi, a Nord o Sud, ben consapevoli che negli Enti locali c’è una generazione attiva sul fronte della buona politica, della pulizia, della legalità fatta di comportamenti e decisioni concrete. Fatta da atti concreti. In occasione dell’uccisione del giudice Borsellino per ricordare un esempio per quanti sono quotidianamente impegnati attivamente in incarichi pubblici».
Sulla stessa lunghezza d’onda pure Carlo Fidanza, consigliere comunale a Milano e componente dell’ufficio di presidenza di Anci Giovane: «Abbiamo voluto dedicare questa iniziativa alla memoria di Paolo Borsellino, che con Giovanni Falcone e altri valenti servitori dello Stato ci ha insegnato a respingere le mafie e il loro puzzo maleodorante. Oggi le mafie si presentano in maniera molto più subdola e pulita di un tempo e i tentativi di infiltrazione nella pubblica amministrazione sono costanti e sofisticati. Per questo è necessario predisporre tutti gli anticorpi, culturali e amministrativi, per tenere lontano le mafie dal bene comune».
Così anche il comune di Marcellina ha raccolto la proposta per volontà dell’assessore alle Politiche del territorio Alessandro Lundini, 26 anni, del Popolo della Libertà a Marcellina. «Ho protocollato una proposta di delibera al sindaco Ricci e al resto della Giunta martedì 20 luglio, ossia il giorno dopo aver ricevuto la comunicazione da parte dei vertici nazionali dell’Anci Giovane».
Alessandro Lundini, oltre ad essere amministratore a Marcellina è anche membro della consulta regionale dell’Anci Giovane Lazio.
«Nella mia comunicazione al Sindaco ho chiesto la possibilità di inserire tale proposta all’ordine del giorno del primo consiglio comunale utile, penso per gli inizi di settembre».
Il consiglio comunale impegnerà l’amministrazione a: costituirsi parte civile nei processi contro le attività criminose di stampo mafioso afferenti il proprio territorio comunale, destinando l’eventuale risarcimento a un fondo a sostegno delle vittime del racket e dell’usura e al sostegno delle realtà associative assegnatarie di immobili confiscati alla criminalità organizzata.
Occorre, inoltre, che i Comuni diano un segnale concreto di impegno nella lotta e contrasto alla criminalità organizzata in tutte le sue forme e su tutto il territorio nazionale, l’associazione nazionale Comuni Italiani (Anci) negli ultimi anni ha più volte ed in diverse maniere espresso il proprio impegno nella lotta alle mafie.

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