Guidonia – Domenico Petrucci: fine d’un imprenditore oppresso dalla crisi

Domenico Petrucci, 57 anni di Case Rosse, titolare dell’omonima impresa specializzata nei lavori edili stradali, una ditta storica che ha letteralmente asfaltato quasi tutte le vie di Guidonia Montecelio. Il 14 agosto l’imprenditore ha deciso di mettere fine alla sua vita, forse per scappare a quel tormento psicologico che lo perseguitava oramai da un anno e per il quale era in cura.

La scelta del luogo dove farla finita non è stata casuale: l’azienda. A trovarlo è stato il custode del deposito di via Ottorino Respighi 8, un appezzamento di terra all’Albuccione vecchio, al confine tra Tivoli Terme e Guidonia.
Una decisione, quella del suicidio, non premeditata. Lo dimostrano le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso della ditta che hanno ripreso gli ultimi istanti di vita di Petrucci durante i quali deve aver maturato la drammatica scelta. Immagini acquisite dai carabinieri della stazione di Tivoli Terme che hanno subito archiviato il caso come suicidio.
Era quasi mezzogiorno, 40 gradi all’ombra, e il 57enne da un paio d’ore se ne stava chiuso dentro l’ufficio a rivedere carte e conti, mentre tutto il resto del mondo era in vacanza, compresi i suoi dieci operai. Alla moglie, Zelinda Biagiotti, aveva detto che sarebbe andato soltanto a dar da mangiare al cane e verso le 9,30 era uscito dalla sua abitazione di via di Case Rosse, dove anche l’impresa ha sede legale.
Invece è uscito dall’ufficio e s’è messo al volante della sua Bmw X1. Giunto al cancello di recinzione, lo ha aperto e attraversato. Poi qualcosa è scattato nella testa di Petrucci. E’ rientrato nella proprietà, da un camion ha afferrato una fune, ha raggiunto una tettoia e s’è impiccato.
Crediti? Debiti? O tutti e due insieme? Un segreto che l’imprenditore s’è portato dietro. Di sicuro ci sono gli appalti milionari vinti e realizzati negli ultimi cinque anni solo a Guidonia Montecelio per conto dell’amministrazione comunale dalla sua impresa che opera nel settore dal 1978.
A cominciare dagli 854 mila euro per una gara vinta a dicembre 2007 per la manutenzione straordinaria dei consorzi ex legge 28/80, passando per i due milioni 948 mila euro aggiudicati a luglio 2008 per la manutenzione straordinaria della viabilità per i quartieri di Setteville, Setteville Nord, Marco Simone e La Botte. E ancora: a febbraio 2010 un appalto da 356 mila euro vinto per la manutenzione straordinaria e il rifacimento del sedime stradale di via Maremmana inferiore a Villanova, nel 2011 900 mila euro per il rifacimento di via della  Pietrara, meglio nota come “Camionabile”, la strada che unisce via Casal Bianco alle Cementerie Unicem.
L’ultima traccia è un acconto da 36.200 dell’11 giugno 2012, riguarda lavori svolti 8 mesi prima dopo le grandi pioggie di settembre e ottobre 2011 che avevano sconquassato alcune strade cittadine.
Senza contare i lavori per i Comune di Tivoli e Casape, per la Provincia di Roma, l’Anas e l’Aeronautica militare.
Eppure, l’anno scorso s’era visto costretto a fare un passo contro la sua volontà e i suoi principi. Per la prima volta in 35 anni aveva dovuto “mandare a casa” quattro operai: una “macchia” sul suo curriculum da imprenditore che non era più riuscito a cancellare. E a perdonarsi.

Marcello Santarelli

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