Mentana – Frana il costone vicino le abitazioni. Sgomberate quattro famiglie

I residenti chiedono un muro di contenimento e la raccolta delle acque. Lo smottamento avvenuto martedì 28 gennaio ha interessato un blocco di circa 10 metri per 15 di terra. Se durante l’autunno e l’inverno il problema è quello delle frane, d’estate il problema è quello degli incendi. Tutta colpa dei terreni incolti che stanno nel parco Nomentum.

Tra incendi e frane, vivere nel borgo di Mentana è diventato sempre più pericoloso. All’alba di martedì 28 gennaio, la frana di un costone ha messo in pericolo quattro abitazioni in via degli Orti e una seconda frana due giorni dopo ha peggiorato ulteriormente la situazione.
Ecco perché venerdì 31 gennio è arrivata l’ordinanza di sgombero nei confronti di quattro famiglie. Al momento due sono ubicate in un albergo a spese del comune, una era fuori per il week end e un’altra ha trovato una sistemazione da amici. Nelle prossime ore si capirà per quanto tempo ancora non potranno rientrare nelle loro abitazioni.
Erano circa le 5 e mezza del mattino quando la terra ha franato, dopo una notte di pioggia. Un blocco di circa 15 metri per 15 che è andato giù a valle. Sono quattro le abitazioni che sono adiacenti a quel tratto di via degli Orti, che arriva fino a sotto la Torre Gizzi.
In pratica non c’è più terra fino alla stradina chiamata “tagliafuoco”, proprio perché dovrebbe servire per arginare le fiamme in caso di incendi, uno degli altri grandi problemi di questa località chiamata Fontapresso. Una stradina costruita circa 15 anni fa, che doveva essere larga tre metri e invece è al massimo un metro.
Martedì 28 gennaio sono arrivati sul posto i Vigili del Fuoco, gli agenti della Polizia Locale e i volontari della Protezione civile di Mentana. L’area è stata transennata.
“Mi sono svegliato con il rumore della terra che franava sopra alle canne – racconta Peppe Monea, un residente che in questi giorni è stato trasferito in albergo – stiamo aspettando la tragedia per fare qualcosa? Abbiamo paura che un giorno ci sveglieremo e anche le nostre case saranno franate a valle con la terra”.
Sono due i problemi principali: il primo è che le acque chiare non hanno una canalizzazione e dunque la pioggia arriva tutta a valle accumulandosi nei giorni di temporale.
Il secondo è che servirebbe un muro di contenimento proprio per scongiurare i pericoli delle frane,ma che sarebbe utile anche per arginare gli incendi molto frequenti d’estate.
“Stanno lasciando morire uno dei borghi più belli del Lazio – prosegue Monea – noi residenti torneremo alla carica per chiedere questi lavori, ma in tutti questi anni non ci ha dato ascolto nessuno. Speriamo non lo facciano dopo la tragedia”.
Se durante l’autunno e l’inverno il problema è quello delle frane, d’estate il problema è quello degli incendi. Tutta colpa dei terreni incolti che stanno nel parco Nomentum, a ridosso degli angusti vicoli del centro storico mentanese. Il problema principale è che dopo il frazionamento, i terreni in questione sono di ben 15 diversi proprietari, tra cui il comune di Mentana.
Tutti appezzamenti minuscoli di circa 300 metri quadrati e inservibili per via dei vincoli del parco Nomentum. Lo scorso anno l’amministrazione comunale si è mossa per tempo e ha pulito il suo pezzo di terra. Inoltre ha emesso dei verbali per gli altri
proprietari terrieri, rei di non manutenere i loro terreni. Solo tre, però, hanno ottemperato e pulito la loro terra dalle erbacce, dunque gli incendi anche l’ultima estate si sono ripresentati puntuali come le frane d’inverno.

Fabio Orfei

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