“Nei mesi scorsi ho tentato in vario modo di far comprendere, sempre inascoltato, come non vi fossero le condizioni politico amministrative per andare avanti – dice Cerroni atarverso una nota stampa -. La realtà è che la coalizione che governa la cittĂ aveva ed ha, quale condizione necessaria ed ineludibile, la presenza del Sindaco Rubeis. Tutti ne sono oggi consapevoli.
L’unica possibilitĂ era un metodo improntato alla collegialitĂ massima su tutte le scelte con il tatto, l’attenzione ed il rispetto per le diverse sensibilitĂ politiche di maggioranza e di opposizione. Così non è stato”. “Oggi – continua – il governo della Città è malamente condotto da un’oligarchia autoreferenziale e pasticciona, che non ha neanche la capacitĂ di ascoltare i suggerimenti e il dissenso serio di coloro che di questa maggioranza ancora fanno parte. Sono convinto che sia necessario riportare la cittĂ alle urne anche se ciò comporta un lungo commissariamento, che anzi ritengo necessario per la politica locale , ma anche per un movimento civico che ho l’onore di rappresentare in consiglio”.
Cerroni rimarca la necessitĂ del “cambiamento”, anche in virtĂą del fatto che, secvondo la sua opinione, Guidonia è rimatsa ferma a tutti gli effetti da un anno, da quando fu arrestato Eligio Rubeis, rimanendo senza la guida del sindaco democratcamente eletto. “Il commissario saprĂ portare avanti i processi avviati ed eventualmente sospendere quelli pasticciati. PotrĂ anche restituire serenitĂ ad una macchina amministrativa fatta di donne e di uomini spesso validi, ma che oggi sono su una nave che, senza timoniere, rischia di andare alla deriva come dimostra chiaramente il bilancio di previsione posto all’attenzione del consiglio: privo di strategia e di anima, in definitiva di politica. Frutto di compromessi e che rischia addirittura di far impegnare erroneamente risorse che non vi sono, per sostenere qualche spot elettorale e danneggiare i conti della cittĂ , contribuire ad alimentare speranze belle, ma vane in un contesto che ha addirittura per molti servizi ha istituzionalizzato l’istituto della proroga in corso di gara quasi fosse la normalitĂ ”.































