TIVOLI – Trauma da ospedale e paura del Covid, partorisce a casa

La storia di Roberta Trabalzini di Villa Adriana e l’opinione della sua ostetrica Ilaria Tanoni: “Scelta sempre più diffusa tra le donne”. L’approfondimento domani in edicola su #tiburno

Sembra una storia ambientata in un lontano passato, fino a quegli anni ’50 quando il parto avveniva regolarmente in casa con l’aiuto di altre donne sposate già madri, dalla mamma della partoriente alla vicina e la levatrice fino all’immancabile “commare”. Quella di Roberta Trabalzini è una storia comune alle 500 mamme italiane che in media ogni anno decidono di affidarsi a ostetriche esperte per far nascere i loro bambini in appartamento per il desiderio di un calore e di un’attenzione che non pensano di trovare altrove.

A motivarla, però, è stata anche l’esperienza negativa del primo parto nel 2013 all’ospedale e la paura del Covid. Trentuno anni, insegnante di pilates, fitness e acrobatica aerea, Roberta ha messo al mondo con parto naturale nella sua abitazione di Villa Adriana la secondogenita, Carlotta, una bimba di 3,465 chilogrammi per 52 centimetri.

Durante la gravidanza, durante e dopo il parto Roberta è stata assistita dall’ostetrica, Ilaria Tanoni di Tivoli. “Ho già assistito – dice – a numerosi parti fuori dall’ospedale, di donne che hanno scelto di partorire in casa o in Casa Maternità”.

Quale è stato il primo parto in casa a cui ha assistito?

“Fu quello di una mamma che dalla Liguria venne a Roma per partorire con una mia collega molto stimata, che assiste parti in casa da 40 anni e con cui anche io lavoro. Di questo parto mi colpì la naturalità con cui procedeva, senza nessuno che disturbasse la mamma, ma vigilando sempre che lei e la bimba stessero bene. Rimasi meravigliata dalla forza, dalla potenza di questa donna che era piena protagonista del suo parto. Da lì decisi di voler offrire anche alle donne del nostro territorio tiburtino questa opportunità”.

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Ci sono state complicazioni con il parto in casa?

“No, il rischio di complicazioni nei parti in casa è ridotto al minimo: noi ostetriche facciamo un’attenta selezione delle mamme, che devono essere in perfetta salute e con una gravidanza fisiologica; non tutte possono partorire in casa. Questo riduce il rischio di imprevisti che possono capitare e che sono comunque gli stessi che capitano anche in ospedale. In caso di problemi noi ostetriche siamo preparate per farvi fronte e se non si dovessero risolvere, allora si trasferisce la donna in ospedale per continuare il parto”.

Secondo lei, quale è il motivo che spinge una neo-mamma a voler partorire in casa?

“I motivi possono essere diversi, su tutti il desiderio di vivere un’esperienza positiva e soddisfacente, senza interferenze, con rispetto per sé e per il bambino che viene alla luce”.

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Trova che le mamme che partoriscano in casa siano più a proprio agio e meno tese in un ambiente familiare e circondate da parenti, invece che in un contesto sconosciuto?

“L’ intimità di casa, la sicurezza di poter avere vicini il partner e la propria ostetrica di fiducia, la certezza di stare in un ambiente protetto, fanno stare le donne più tranquille e la scienza ci dice che tutto ciò facilita il parto in sé, rendendolo più veloce”.

Secondo lei, la tendenza del parto in casa andrà a scemare o vedremo sempre più donne intraprendere tale scelta?

“In tutta Italia c’è stato un aumento delle richieste di parto in casa negli ultimi due anni. Pensavamo fosse per via del Covid, ma questa tendenza è aumentata ancora di più nel corso di questo 2021. Per cui credo che sempre più donne stiano scoprendo di avere la possibilità di fare questa scelta in tutta sicurezza”. Nel caso di una gravidanza, partorirebbe in casa o preferirebbe andare all’ospedale? “Se la gravidanza procedesse senza problemi, sceglierei sicuramente di affidarmi alle mani sapienti delle mie colleghe e partorire in casa”. (Dajana Mrruku)

L’APPROFONDIMENTO SU TIBURNO IN EDICOLA DOMANI, MARTEDI’ 14 SETTEMBRE

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