“Tassate i ricchi”: la sfida (glamour) di Ocasio Cortez

Una scritta in rosso che sa di provocazione

Merchandising

L’abito con la scritta “Tax the rich” (tassate i ricchi) indossato da Alexandria Ocasio Cortez al Gala del Met, ha suscitato scalpore e polemiche sui media di mezzo mondo. Prevedibili, in patria, le critiche della destra Usa, ma molti sono stati anche gli attacchi dei liberal delusi di vedere la “pasionaria” sfilare sul red carpet  del Metropolitan Costume Institute Benefit, importante e glamour quanto quello degli Oscar.

AOC (come viene soprannominata la giovane deputata Dem) era ospite della direttrice di Vogue America Anna Wintour, da anni l’organizzatrice della serata.

Lo slogan indossato dalla politica con radici nel Bronx, è già da tempo parte del suo merchandising, stampato sulle magliette vendute fra i 30 e gli 80 dollari online per finanziare la campagna per le prossime elezioni di medio mandato.

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A disegnare l’abito di Ocasio è stata la stilista Aurora James, fondatrice, nel 2013 del marchio di moda Brother Vellies, con l’obiettivo di mantenere vive le pratiche e le tecniche di design tradizionali africane.

“Io e il mio corpo siamo sempre stati instancabilmente attaccati da ogni angolo della politica da quando ho vinto le elezioni”, ha scritto AOC su Instagram che, a proposito del modello indossato e della designer amica, ha detto: “Ci siamo confrontate a lungo su cosa significhi essere una donna di colore e proveniente dalla classe operaia sul red carpet del Met. Ci siamo dette che non potevamo solo stare al gioco, ma che dovevamo sfidare le istituzioni”.

Insomma, il mezzo è il messaggio, come ha scritto su Fb, ricevendo anche in questo caso una valanga di critiche ma anche molti applausi.

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