Post Covid, il Gemelli raccoglie fondi

Cure speciali potrebbero interessare l'80 per cento di quanti hanno contratto il virus

Ora che la pandemia sembra a una via di uscita, si pensa ai postumi. A oggi, infatti, oltre 4,7 milioni di italiani (quasi 240 milioni nel mondo) hanno contratto il Covid-19. I contagi hanno provocato molte vittime (in Italia oltre 131mila), ma adesso, che si dispone dei vaccini per la prevenzione efficace, l’attenzione degli esperti si sta focalizzando su un altro aspetto della pandemia: quello del long-Covid, che potrebbe interessare fino all’80% di quanti hanno contratto il virus. Un tema al centro della campagna di raccolta fondi della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma – ‘Insieme oltre il Covid’ – che parte oggi, per finanziare tre progetti di ricerca e di assistenza dedicata, riporta l’agenzia Adn kronos: day hospital post-Covid, nuovo centro ambulatoriale di pneumologia, nuove attrezzature per il laboratorio di microbiologia.
È possibile donare fino al 27 ottobre attraverso il numero solidale 45597, da rete fissa Tim, Vodafone, Wind, Tre, Fastweb, Tiscali, Twt, Convergenze e PosteMobile per donare 5 o 10 euro; attraverso l’invio di un sms al numero 45597 per donare 2 euro da cellulare (Wind, Tre, Tim, Vodafone, Iliad, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali); on-line con carta di credito sul sito policlinicogemelli.it.
La Fondazione ha aperto il primo ‘day hospital post-Covid’ d’Italia e d’Europa, a distanza di appena qualche settimana dall’inizio del primo lockdown. “Purtroppo, nonostante il long Covid sia ormai un’entità nosologica definita e riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – si legge in una nota  del Policlinico – a oggi non ha una presa in carico codificata (Drg) da parte del Servizio sanitario nazionale e non è contemplato a livello assicurativo, né previdenziale. Questa sindrome che può declinarsi per mesi in oltre 200 sintomi, più o meno invalidanti, è in gran parte ancora da studiare. La conoscenza delle cause, l’individuazione di biomarcatori prognostici e di elementi in grado di farne prevedere la comparsa potrebbe aiutare a definire misure di prevenzione, di trattamento e riabilitative. Anche perché per molti sopravvissuti al Covid questo è un incubo che continua e impatta in maniera importante sulla qualità di vita, sulla capacità di funzionare”.

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