GUIDONIA – “Pisano”, 5 milioni di euro per consolidare la scuola inghiottita dal lago

L’istituto tecnico fu costruito nell’area dei Tartari in cui c’erano polle di acqua solfurea in superficie e si formava il travertino: costò sette miliardi di lire. Un’opera pagata due volte

Costò qualcosa come sette miliardi delle vecchie lire, ma a tre anni dalla sua inaugurazione iniziò a mostrare i primi segni di cedimento, fino a pendere come la Torre di Pisa e a dover essere in parte raso al suolo. Una scuola pagata due volte.

E’ la storia dell’Istituto tecnico commerciale, turistico e per geometri “Leonardo Pisano” di via dei Platani a Guidonia, un plesso costruito negli anni Novanta su un terreno argilloso dove una volta c’era un lago. Oggi la Città Metropolitana di Roma ha deliberato un intervento di consolidamento delle fondazioni e di miglioramento sismico per un importo complessivo di 4 milioni 700 mila euro.

Giovedì 13 gennaio il Dipartimento Politiche Educative ed Edilizia Scolastica ha approvato in linea tecnica il progetto di fattibilità tecnico-economica finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Piano nazionale per la ripresa e resilienza (PNRR).

INAUGURATO NEL 1997, NEL 2000 I PRIMI SEGNI DI CEDIMENTO

L’istituto “Pisano” fu progettato nel 1987 e collaudato a settembre del ‘94. Trenta aule, 10 per piano, 8 laboratori, un auditorium e una palestra. Il plesso fu realizzato dalla società “Go.su” di Roma, di Maria Gabriella e Gianfranco Goretti. La direzione dei lavori fu affidata all’ingegner Enrico Saletnich, il direttore di cantiere era Giorgio Odoardi.

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Il taglio del nastro avvenne a settembre ‘95. Due anni dopo, la palestra cominciò a mostrare i primi segni di cedimento: il terreno su cui poggiava si era abbassato, determinando problemi statici alla struttura. Porte e finestre fuori squadro, crepe larghe fino a dieci centimetri sui muri perimetrali: nel 2000 i vigili del fuoco la dichiararono per la prima volta inagibile.

Da lì a breve anche l’ala destra adiacente iniziò a mostrare un aggravamento del quadro fessurativo e il 21 ottobre 2003 i vigili del fuoco la transennarono per inagibilità. Un mese dopo – era il 22 novembre 2003 – stessa sorte toccò anche all’atrio e all’auditorium. Per i 560 studenti, lezioni pomeridiane nel liceo scientifico “Majorana”, all’istituto tecnico “Volta” e nell’ex istituto privato Pertini di Colle Fiorito.

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MARIO CIONI, UN DISASTRO ANNUNCIATO IN CONSIGLIO COMUNALE

Perché il terreno su cui poggiava la scuola si era abbassato? Semplice: il plesso fu costruito in un’area agricola di 25.628 metri quadrati dove fino a quarant’anni prima sorgeva l’antico Lago dei Tartari.

Area individuata dalla Provincia di Roma col benestare dell’amministrazione comunale del sindaco Giovan Battista Lombardozzi. Il 25 maggio 1988 la proposta della nuova scuola approdò in consiglio comunale e approvata.

L’unico grido di allarme fu sollevato dal compianto Mario Cioni: il consigliere di minoranza dei Verdi fece notare che il travertino di quell’area non era abbastanza consistente per sostenere un fabbricato di quel genere. Anche quella, come la maggior parte delle denunce pubbliche di Cioni, cadde nel nulla.

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