Bombardamenti sulla tregua

Domani terzo round dei negoziati tra Ucraina e Russia

La tregua in Ucraina non c’è stata, lasciando intrappolate centinaia di migliaia di civili nelle città assediate dai russi. I bombardamenti, anzi, si intensificano. Si bombardano le aree residenziali, scuole, chiese, edifici alti.
L’esercito russo, dopo la conquista della centrale di Zaporizhzhia, ha puntato anche il secondo impianto nucleare del Paese sulla strada per Odessa. L’esercito di Kiev, in difesa, ha minato tutti i ponti. Paolo Brera di Repubblica è salito sul treno della libertà in fuga da Kiev, entrando così in un girone dantesco: “Fuggire da Kiev assediata è una battaglia disumana. Una lotta infernale, inizia prima di raggiungere la stazione e finisce dopo dodici ore di un viaggio da incubo. È l’odissea di un treno che scivola lentissimo sui binari, nel silenzio e nel buio assoluto. Decine di vagoni di mamme e bambini con l’angoscia nel cuore e la guerra nel finestrino: ecco i traccianti e il fungo delle esplosioni, lì nella steppa a tre o quattro chilometri dai binari”.

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Per Vladimir Putin le sanzioni che stanno bastonando l’economia russa “Sono una dichiarazione di guerra” e chiede che venga stilato un elenco dei paesi che hanno imposto sanzioni contro la Russia, le aziende e le organizzazioni.
Intanto sembra aprirsi uno spiraglio diplomatico con l’arrivo a Mosca del premier israeliano Bennett, che ha incontrato il presidente russo per tre ore e, prima di partire per Berlino, ha chiamato a Zelensky. Domani terzo round dei negoziati tra Ucraina e Russia.

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